Centrale a biomasse a Livorno

Il Tar ha respinto il ricorso avanzato dai cittadini livornesi e da Medicina Democratica sentenziando che i ricorrenti non avrebbero titolo per ricorrere contro la costruzione di una centrale a biomasse che l’Impresa Portuali vuole costruire nel porto di Livorno, senonché la centrale non è prevista nel Piano energetico regionale, perché è esplicitamente contraria al Pier per il combustibile a filiera extracontinentale, non è stata sottoposta alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), non è stata sottoposta a consultazione popolare e pare che non venga dotata d’ impianto di abbattimento degli inquinanti tra i quali polveri sottili, quanto quelle di porto, traffico e riscaldamenti di Livorno messi assieme, ecc… Sebbene le biomasse siano attualmente la fonte di energia rinnovabile che più di ogni altra riesce a fornire consistenti quantità di energia con impianti relativamente piccoli, questo non vuol dire che esse siano sostenibili per definizione. Infatti, secondo l’ Arpat diverrebbe uno degli impianti più inquinanti della Toscana. Possibile che i giudici del Tar Toscana non conoscano il Trattato di Aarhus, recepito in Italia nel 2001 che afferma proprio il contrario, cioè che: “ogni persona ha la possibilità di presentare un ricorso davanti ad un organo giudiziario o ad altro organo indipendente ed imparziale stabilito per legge”?
“È opportuno disciplinare i tre pilastri della convenzione di Aarhus, vale a dire accesso alle informazioni, partecipazione del pubblico ai processi decisionali e accesso alla giustizia in materia ambientale. Il principio generale è che i diritti garantiti dai tre pilastri della convenzione di Aarhus sono senza discriminazioni sulla cittadinanza, sulla nazionalità o sulla residenza.”
Il Tar ha così evitato di entrare nel merito delle questioni sollevate e secondo me la decisione non è stata saggia e non ha fatto prevalere gli interessi della cittadinanza sugli interessi privati.
E’ quindi lecito domandarsi: se i cittadini che vivono intorno agli impianti e che ne subiranno le conseguenze non possono farlo chi è legittimato a ricorrere alla giustizia amministrativa in caso di iter autorizzativi errati?

Rimando alla lettura di quest’articolo pubblicato dal Comitato contro la Centrale a Nogara, sperando in una soluzione a tutela della cittadinanza:

Un voto unanime per l’addio alla centrale
L’Arena – Il giornale di Verona

Il Consiglio comunale revoca la delibera che aveva dato il via all’iter per l’impianto di Pezzone. Olivieri: «Se tornassi indietro avrei un approccio diverso»

Un voto unanime per l’addio alla centrale

Sala civica piena di gente Il sindaco: «Prendiamo atto del parere contrario espresso dalla Provincia»
Un pubblico così numeroso il consiglio comunale di Nogara non lo aveva visto nemmeno quattro anni fa, quando il sindaco Oliviero Olvieri e la sua maggioranza si insediarono tra gli applausi. Giovedì sera, invece, gli applausi sono stati tutti per i consiglieri di minoranza e per il Comitato contro la centrale a biomasse di Pezzone, nella serata durante la quale lo stesso sindaco ha dovuto dichiarare che la tanto contestata centrale da 10 mega watt «non si farà più», portando in discussione il ritiro della delibera del 10 settembre 2008 che aprì di fatto l’iter per la realizzazione dell’impianto da parte di Avepo e di Termomeccanica spa.
«Pur ritenendo che gli impianti a biomasse rappresentano il futuro per le energie alternative», ha ribadito Olivieri, «prendiamo atto che il consiglio provinciale si è espresso contro perché le dimensioni sarebbero non accettabili per il territorio. Il Comune recepisce questo voto e decide di ritirare la delibera che avevamo approvato a settembre. Preciso comunque che da Avepo non è pervenuta nessuna richiesta di ritiro della domanda sull’impianto». Una dichiarazione che ha dato il la alle reprimende dell’ opposizione.
«Dopo nove mesi il sindaco si è spaventato del clima creatosi in paese», ha detto Paolo Andreoli. «e dell’isolamento in cui si è ritrovato. La popolazione ora è schierata del tutto contro questa maggioranza di dilettanti». «Avepo non ha presentato alcuna domanda di finanziamento europeo», ha aggiunto Flavio Pasini di Nogara delle libertà, «eppure il sindaco il 10 settembre ci ha detto che si doveva approvare in fretta la centrale perché il giorno dopo scadevano i termini per avere i soldi. A vincere, questa sera, sono i cittadini di Nogara che hanno capito quanto sia importante lottare per la salute pubblica».
A dare sostegno al numeroso pubblico, assiepato anche lungo le scale che portano in sala consiliare, è arrivato anche l’assessore regionale Massimo Giorgetti, schieratosi nei mesi scorsi contro la prospettiva della centrale nogarese. Mentre è apparta lampante la soddisfazione dell’ex consigliere di maggioranza Federico Silvestrini, cacciato dal gruppo e sfiduciato dal Pd anche per le sue posizioni contro la centrale. «Avete commesso lo sbaglio di voler continuare a dire menzogne sull’impianto», ha sostenuto. «L’intero progetto non era credibile. Potete continuare a imbrogliare la popolazione ma non succederà per sempre».
Al termine della lunga discussione, durata quasi tre ore, il sindaco ha anche ammesso che se potesse tornare indietro avrebbe un «approccio diverso sulla questione». Subito dopo il ritiro della delibera con voto unanime, gran parte del pubblico è uscita dall’aula.

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