Fiori per un amore

La mia ragazza ama un altro uomo. Sapete perché? Lei è molto intelligente, quindi è ammirata. È anche molto generosa. Ma, principalmente, io non posso essere tutto per lei.
Di me lei apprezza le mie poesie, i miei sguardi, il modo buffo in cui cammino. Anche “sessualmente” le cose vanno bene, tranne un dettaglio: con me non “viene” mai! E poi c’è un’altra cosa, di cui non saprei valutare l’importanza: i fiori. Non le regalo mai dei fiori… non so… non mi viene, forse non amo i fiori, e non mi va di farlo apposta a regalarglieli, non mi sembrerebbe “vero”. Le regalo molte altre cose che a lei piacciono, ma i fiori no.

Ma da un certo tempo la mia ragazza ha conosciuto un fioraio molto simpatico. Lui, eh, non ha certo problemi a donarle i fiori più strani, e lei è felice ogni volta che riceve i suoi fiori bellissimi. Questo tipo, il fioraio, non è molto bello, non ha nemmeno una camminata buffa, e non è un poeta — figuriamoci, a malapena riesce a scrivere! Però, oltre ai fiori e a un animo sincero, costui ha un’altra qualità che, devo dire, non è molto comune: tutte le volte che fanno l’amore, lei viene! Forse tutto ciò è abbastanza per amarsi? Chissà…

Io so solo che quando lei arriva da me la domenica dopo avere trascorso con lui il sabato notte, mi porta, assieme ai fiori, molta felicità. E allora la nostra domenica è meravigliosa e noi ci amiamo… Be’, ci amiamo o non ci amiamo come sempre, ma è tutto un po’ più bello.

Qualche volta, di rado, ci incontriamo tutti e tre, così… per bere qualche birra. Non che io ci tenga molto alla birra, la preferisco leggera, ma finisce che ne bevo molta. Quando sono pieno di birra mi intontisco un po’ — a me la birra fa lo stesso effetto che molti ottengono con mezzo spinello. E qui succede una cosa strana: immobile su una seggiola di legno nel giardino, accarezzo i fiori, mi lascio cullare dal loro profumo e dalle nostre parole.

2004

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