Il navigatore ingannato

Una storia cinese narra di un vecchio mandarino, Liao Chen-Sha, che per l’intera vita, anziché stare immobile come tutti i mandarini, aveva percorso per lungo e per largo tutte le acque della terra.
Benché fosse spesso occupato nella navigazione, Liao Chen-Sha amava tuttavia la propria terra e, al centro di essa, il suo imperatore, Kuo Mo-Jo. Di lui pensava tutto il bene possibile, comportandosi nei suoi confronti come un fratello di latte. Quando l’imperatore era vittima di una controversia di corte, Liao si frapponeva dalla sua parte e lo difendeva con le unghie dai malvagi oppositori; e quando, come accadeva di solito, l’imperatore finiva per avere la peggio, Liao si tratteneva per ore a consolarlo, piangendo mari di lacrime per la sua ingiusta sorte.
Ma, per sfortuna di Liao, l’imperatore era un uomo molto pigro: si contentava di regnare sulla propria terra, che gli sembrava tanto sconfinata da non richiedere altre ambizioni. Specialmente Kuo Mo-Jo detestava il mare e soprattutto non sopportava le imbarcazioni e i navigatori. Non si accorgeva che il suo “impero celeste” era un inganno, così povero di quell’infinità di stelle che fiammeggiano, lussuriose e abbondanti, sopra gli oceani, lontano da ogni terra conosciuta.
Liao Chen-sha era triste ogni volta che pensava a questo difetto del suo adorato imperatore. Anche per questo ne piangeva mari di lacrime. Si consolava tuttavia con la convinzione che l’imperatore avrebbe potuto essere un grande navigatore, anzi sarebbe stato sicuramente l’orgoglio dei mari, se solo avesse provato a navigare.
Il mandarino viveva in una bellissima casa in riva al mare, dove spesso organizzava grandi feste a cui talvolta invitava anche l’imperatore. L’imperatore non si recava volentieri a casa di Liao Chen-Sha, per via del mare. Ma ogni tanto acconsentiva, non senza molte insistenze da parte del mandarino, e assieme alla scorta passava, non senza piacere, un giorno o due nella casa in riva al mare.
Un giorno di primavera, come altre volte, Liao Chen-Sha invitò Kuo Mo-Jo nella propria casa in riva al mare. Ma, con provvidenziale inganno, quella volta Liao aveva fatto costruire una nave nascosta sotto la casa, in modo che, non appena Kuo Mo-Jo fosse entrato, la nave avrebbe salpato verso gli infiniti oceani. E così accadde.

La storia avrebbe perso le tracce di Kuo Mo-Jo, non fosse stato per l’immensa stima che di lui serbò per sempre il fedele mandarino, che provvide a tramandare ai posteri il ricordo del grande imperatore.
Ancora oggi sui libri di testo leggiamo la testimonianza di questa immensa figura storica dell’antica Cina: “Kuo Mo-Jo, imperatore forte e senza pecca, grande navigatore”.

giugno 2002

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