Un governo di piazzisti

Il 12 e il 13 giugno si svolgeranno i referendum riguardanti il legittimo impedimento (per abrogare quello che ne rimane), il ritorno al nucleare (per ribadire la scelta del 1987 contro il nucleare) e la privatizzazione dell’acqua (per abrogare le norme del decreto Ronchi che obbligano gli enti locali a dare ai privati la gestione dell’acqua pubblica).

Incominciare a parlare di questi referendum non fa male (finora se n’è detto pochissimo) ma ne parlo perché mi danno l’occasione di sottolineare un intervento televisivo che il Berlusconi fece un paio d’anni fa riuscendo a dire quattro fesserie in 35 secondi. In particolare rimproverava di avere abbandonato il nucleare “pur essendo noi la patria di Enrico Fermi, creatore della possibilità di creare dalla scomposizione delle cellule l’energia nucleare”.

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Il buon piazzista dev’essere convincente, ma può permettersi di essere sgrammaticato e dire qualsiasi fesseria. Così fa il nostro premier.
Il problema non è il nucleare, ma è che siamo governati (si fa per dire) da gente ignorante, impreparata se non alla difesa dei propri interessi personali. Il pericolo vero è questo, il resto è bauscia.

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