Occhi scuri di Herman Hesse a Livorno – da Pensieri di Coccio (poesie e libere interpretazioni di “Coccio”)

Come reciterebbe un livornese alla sua donna la poesia Occhi scuri di Hermann Hesse? Si chiese Coccio al ritorno a casa nelle prime ore del mattino, dopo aver svolto il suo lavoro come buttafuori, all’ennesima festa privata presso il locale Le Scimmie di Tirrenia. Non riusciva a dormire al pensiero di una ragazza appena conosciuta, che rivedeva nella sua mente in fotogrammi. Subito dopo pensò ancora: – Voglio provare a interpretarla… E cominciò così la sua full-immersion nella poesia sia nel tempo libero o nei momenti in cui cedeva alle sue emozioni:

Hermann Hesse alla livornese
Occhi bui

Ner cardo boia di vesta notte vì
Dorce ’ome ’r profumo de’ fiori foresti
Svegliati a ‘na vita e brucia da morì

Dé… La mi nostargia e ’r mi amore
È tutta la mi fortuna e sfortuna, boia dé!

È scritta ’ome ’na ’anzone senza parole
Ner tu inesistente sguardo di leggenda.

È la mi nostargia e ir mi amore
Scappato ar mondo e a tutto ’r su casino
S’è eretto ne’ tu occhi tenebrosi
Un rimpiattato trono da re.

Boia dé.

La vera poesia d’amore:

Hermann Hesse
Occhi scuri

Oggi in questa notte calda
dolce come il profumo di fiori esotici,
svegliati ad una vita che scotta.

La mia nostalgia ed il mio amore
è tutta la mia fortuna e sfortuna
è scritta come una muta canzone
nel tuo sguardo oscuro da fiaba.

È la mia nostalgia ed il mio amore,
sfuggito al mondo e ad ogni suo rumore,
si è costruito nei tuoi occhi oscuri
un segreto trono da re.

Questa voce è stata pubblicata in linguaggio, livornesità, poesia, umorismo e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.