Il centrosovietico e il torpore dell’opposizione

Il centrosovietico sarebbe la sinistra, che non ha più il bello della vecchia sinistra, ma in compenso ne ha conservato il lato orrido. Lo dice, sul “Fatto Quotidiano” di oggi, Paolo Rossi intervistato da Luca Telese:

Che pubblico hai?
Di tutti i tipi. Di centrodestra, di destra, e anche di centro.

Vuoi dire di sinistra!
No, io li chiamo centro. La sinistra è finita nel 1989. Nel vecchio Pci c’era la passione, quella che faceva prendere le ferie per friggere le salsicce. Poi c’era la lotta di classe. E poi c’era una nomenclatura di stampo sovietico. Ebbene, caduto il muro, la terza cosa poteva sparire. Invece sono scomparse la passione e la lotta di classe. Ed è rimasta solo la nomenclatura di stampo sovietico.

Al di là di questo passo, l’intervista mi sembra interessante; con una serie di esempi buffi descrive un’Italia che affonda in una risata, dove ciò che dovrebbe essere drammatico viene avvertito semplicemente come ridicolo. E infatti il principale partito di opposizione, per così dire, è quello dei comici.
Forse l’intervista mi ha attratto perché io stesso trovo facilmente il lato buffo delle cose. Persino berlusconi finisce per non dispiacermi: è facile da criticare ed esilarante da sentire, e allora di fronte alle notizie di politica interna è come se io tornassi bambino e ridessi dei clown del circo, ma con l’alibi di essere di fronte a cose serie e non qui a ridere per niente.

Criticare il berlusconi, o criticare la lega o la sinistra ufficiale o i sindacati italiani è troppo facile. E chi dice che bisognerebbe superare l’antiberlusconismo ha ragione almeno su ciò, che l’antiberlusconismo ci porta indietro, ci abitua a porci questioni che dovrebbero essere superate da decenni. O certo, non è mai bello essere “anti”, ma se proprio vogliamo darci un termine di confronto, opporci a qualcosa, dovremmo scegliere un confronto elevato, dovremmo opporci a qualcosa di grande, mentre il berlusconismo è solo bauscia e quaquaraquà.

Questo è un danno. Di fronte a un nulla, tra chi lo appoggia per finta e chi vi si oppone per principio, finisce per passare di tutto. Così, in una risata…

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