S. Faustino – La solitudine secondo Hermann Hesse

In occasione della moderna festività dedicata ai single o più precisamente alle persone in solitudine voglio fare omaggio al dolore di Hesse che tanto ha amato, tanto amore ha ricevuto, ma inevitabili sono stati i momenti di solitudine. In quesa poesia la sintesi del suo tormento di persona sola.

Hermann Hesse
Nella nebbia

Strano, vagare nella nebbia!
È solo ogni cespuglio ed ogni pietra,
né gli alberi si scorgono tra loro,
ognuno è solo.

Pieno di amici mi appariva il mondo
quando era la mia vita ancora chiara;
adesso che la nebbia cala
non ne vedo più alcuno.

Saggio non è nessuno
che non conosca il buio
che lieve ed implacabile
lo separa da tutti.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine.
Nessun essere conosce l’altro
ognuno è solo.


San Faustino – Brevi notizie

Patrono di Brescia e da poco eletto protettore dei single, solo a motivo che i calendari festeggiavano il Santo, fino a poco tempo fa con San Giovita il giorno successivo a quello di S. Valentino. La sua vita e morte non ha niente a che vedere con gli argomenti dei nostri giorni dedicati a questa festa, ma se vogliamo dirla tutta essi si sono convertiti al cristianesimo, pertanto, erano pieni d’ amore per Dio, seppur con la spada e mai sposati.

Dall’articolo di Vittorio Polito San Valentino e San Faustino: tra storia e leggenda, pubblicato domenica 13 febbraio 2011 sul Giornale di Puglia

Nel Martirologio Romano si leggeva: «A Brescia si festeggia il natale dei santi Martiri Faustino e Giovita, fratelli, i quali sotto l’imperatore Adriano, dopo molti combattimenti sostenuti per la fede di Cristo, ricevettero la vittoriosa corona del martirio». Gli estensori del nuovo calendario hanno però espresso questo severo giudizio: «La memoria dei Santi Faustino e Giovita, introdotta nel Calendario romano nel sec. XIII, viene cancellata: si tratta dei martiri bresciani Faustino e Giovenza, dei quali si possiedono degli Atti interamente leggendari; in essi Giovita viene ritenuto diacono, benché fosse una donna».
Al di là di quello che prescrive il calendario, i due martiri sono raffigurati spesso in veste militare romana con la spada in un pugno e la palma del martirio nell’altra, in altre raffigurazioni sono in vesti religiose, Faustino da presbitero, Giovita da diacono. Di storico vi è l’esistenza dei due giovani cavalieri, convertitisi al cristianesimo, tra i primi evangelizzatori delle terre bresciane e morti martiri tra il 120 ed il 134, al tempo di Adriano. Il loro culto si diffuse verso l’VIII secolo, periodo in cui fu scritta la leggenda, prima a Brescia e poi per mezzo dei longobardi in tutta la penisola ed in particolare a Viterbo.

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Una risposta a S. Faustino – La solitudine secondo Hermann Hesse

  1. Vittorio Polito scrive:

    Grazie per la citazione.
    Vittorio Polito

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