Ciao “Gigiballa”

Negli ultimi tempi, da quando il cantautore Bobo Rondelli si è fatto conoscere a livello nazionale, in tanti possono aver conosciuto Gigiballa come il titolo di una sua canzone. Nella canzone, Bobo Rondelli parla di un orso che era chiamato Gigiballa perché ballava; la gente accorreva per vedere lo spettacolo dell’orso che ballava, ma in realtà l’orso ballava perché gli doleva un dente che nessuno provvedeva a levargli.

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Bobo Rondelli al Livorno Rock Village il 9 luglio 2010

Chi non è di Livorno non sa che Gigiballa era un orso vero in pelo e ossa, un orso dello zoo di Livorno che per davvero era stato chiamato Gigiballa.
Di Gigiballa, l’illustre livornese diventato famoso in tutta Italia grazie a Bobo Rondelli, ne parlarono i giornali nel giorno in cui morì. Così l’articolo della “Nazione” di Lucca del primo giugno 2007…

da La Nazione di Lucca

Addio ‘Gigiballa’
Grande orso bruno

E’ morto  il più vecchio dei sette orsi bruni della riserva naturale dell’Orecchiella. Aveva 33 anni e viveva in Garfagnana dal ’92

Garfagnana (Lucca), 1 giugno 2007 – ‘Gigiballa’, il più vecchio dei sette orsi bruni che vivono da diversi anni nella riserva naturale dell’Orecchiella in alta Garfagnana è deceduto. Aveva ben 33 anni che per un orso corrisponde ad un’età veneranda. Basti pensare che gli orsi bruni, in genere, arrivano come media intorno ai 27.

Questo orso maschio, insieme a due esemplari femmina, era giunto in Garfagnana nel 1992, proveniente dal giardino zoologico di Livorno dove si era verificata una ristrettezza di spazio poco consona a quegli animali di grossa taglia. Da qui la scelta di portarli in Garfagnana dove il Corpo forestale aveva costruito un apposito recinto, dotato dei necessari dispositivi di sicurezza, di tronchi d’albero, di vasche per l’acqua, di nicchie per il riposo ed il letargo e naturalmente il tutto sotto sorveglianza del personale addetto.
Il piano per il loro ambientamento all’Orecchiella era stato poi realizzato grazie alla stretta collaborazione fra il Comune di Livorno e l’Ufficio amministrazione foreste demaniali del Corpo forestale dello Stato. L’operazione aveva avuto pieno successo. Gli orsi si erano subito ambientati e acclimatati e addirittura nel 1996, a gennaio, erano nati dalle due femmine due coppie di orsacchiotti ciascuno. Dunque per un decennio il totale degli orsi bruni dell’Orecchiella è stato di sette, fino dunque, alla scomparsa di Gigiballa. Il nome del vecchio orso è un poco curioso. Infatti fu ‘battezzato’ dai primi visitatori che, mentre gettavano nel recinto degli orsi un po’ di frutta, gridavano, in particolare, all’imponente orso maschio “Gigi, balla, Gigi, balla!”.
La malattia del vecchio orso è stata abbastanza lunga e si è spento lentamente. Per giorni il personale dell’Orecchiella lo ha alimentato amorevolmente, attraverso una lunga cannula, da fuori il recinto. Naturalmente, anche se anziano e malmesso, era opportuno tenere le dovute distanze ed avvertenze. Poi c’era il pericolo anche di incontri ravvicinati con gli altri ospiti del recinto. La carcassa dell’orso è stata portata in un centro attrezzato di Firenze per essere impagliata e resa così visibile ai visitatori in qualche museo. Potrebbe ritornare anche all’Orecchiella, anche se c’è già un’altra sagoma impagliata di orso e pertanto la cosa diventa poco probabile.


Gigiballa nel Parterre di Livorno

Fino al 1992 Gigiballa stava nel “Parterre” di Livorno, cioè in quel posto che per i livornesi era (com’è oggi) un parterre con i fiori, le piante e i giochi per i bimbi, ma che i non livornesi chiamavano volgarmente zoo, con la scusa che, una volta, c’erano anche le gabbie con gli animali. Ma tutti i livornesi sanno bene che a Livorno non è mai esistito uno zoo…

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Una risposta a Ciao “Gigiballa”

  1. me scrive:

    E’ bellissimo! Quanti ricordi…

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