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scheda

Marcel Mauss

Saggio sul dono

Einaudi

Il denaro come il dono...


L'Essai sur le don è una pietra miliare nella letteratura antropologica. Mauss, esaminando alcuni esempi di società così dette primitive, vi ha individuato lo scambio di doni come "fenomeno sociale totale", in cui entrano in gioco, a un tempo, le istituzioni religiose, giuridiche, morali, economiche.

Nelle civiltà prese in esame gli scambi e i contratti (o ciò che noi chiameremmo in questo modo, potremmo dire lo stesso commercio) avvengono attraverso donazioni e controdonazioni volontarie fra gruppi o individui che in questo modo costituiscono un sistema di relazioni reciproche. Il dono viene fatto liberamente, ma colui che riceve il dono è assolutamente obbligato a ricambiarlo liberamente — sotto pena di guerra, se si tratta di gruppi, o di sciagure e morte, se si tratta di individui — dimostrando pari o maggiore generosità rispetto al primo donatore. A volte si ingaggiano delle vere gare di generosità, dove i più fortunati primeggiano e umiliano gli altri donando maggiormente. Altre volte è la stessa distruzione di beni, anziché il dono, a attestare nel modo più reciso la maggior grandezza del più grande distruttore.

Nell'edizione italiana è stato aggiunto il sottotitolo Forma e motivo dello scambio nelle società arcaiche. Mi sembra sia un'aggiunta. Aggiunta sbadata, dal momento che il termine "scambio" non appartiene alle società prese in esame, per le quali, appunto, si parla di dono, e, sopra tutto, dal momento che queste società non sono arcaiche se non per modo di dire. Lo stesso Mauss, scrivendo nel 1924, parla di "società dette primitive" e di quelle "che potremmo chiamare arcaiche". Da allora è passata molta acqua sotto i ponti, a volte anche sopra, e si è ormai stabilito che le società senza scrittura, quelle studiate dagli antropologi, non sono in nessun senso primitive o arcaiche o selvagge o non evolute; sono tutt'al più, forse, differenti dalla nostra (ma forse nemmeno tanto). Ma se il concetto di "primitivo" è stato bandito, è rimasto tuttavia il termine, in mancanza d'altro; sicché oggi i sociologi usano parlare, come già Mauss, delle società "dette primitive".

Ho appena incominciato la lettura del Saggio sul dono, ma mi ha subito incuriosito una contrapposizione, a mio parere errata, che viene fatta fra il sistema dello scambio di doni e il sistema commerciale come lo conosciamo noi oggi. Per esempio, Mauss cita Radcliffe-Brown:

Malgrado l'importanza di tali scambi, poiché il gruppo locale e la famiglia, in altri casi, sanno bastare a se stessi in fatto di utensili, ecc., i doni non hanno lo stesso scopo del commercio e dello scambio nelle società più sviluppate. Lo scopo è prima di tutto morale.

In modo più netto si esprimeva nel 1997 un leader kanak, citato da Marco Aime nell'introduzione al testo di Mauss:

Nel sistema melanesiano per essere un uomo prestigioso bisogna "avere", certo, come dappertutto. Il prestigio sta nel donare, donare molto e donare dappertutto. Il contrario del mondo capitalista!

Marco Aime, nella sua introduzione, si dedica a pubblicizzare le "Banche del Tempo", da alcuni anni sorte in Gran Bretagna, in Svizzera e in Italia, che sarebbero un sistema alternativo di economica "neoclanica" (cioè basata sul clan, sulla tribù, quindi caldo e personale e non freddo e impersonale come quello capitalistico) e che, ispirandosi appunto al Saggio sul dono, avranno certamente un grande futuro... alle loro spalle!

La questione su cui il Saggio sul dono mi ha sollecitato è proprio questa, cioè proprio il contrario. Mi sono infatti detto: Ma certo, anche lo scambio commerciale, quello della società "capitalistica", non è affatto un'istituzione puramente utilitaristica, nessuno vende o compra sulla sola base di un mero calcolo economico. Non solo, ma lo stesso denaro, tramite e misura dello scambio, non è una fredda e malvagia invenzione di animi usurai: il denaro è la relazione! E porta con sé una serie di istanze morali, religiose, giuridiche, oltre che economiche, senza le quali sarebbe impensabile il funzionamento delle moderne economie e della società nel suo insieme, dove il denaro ha appunto tanta importanza. Credo che il denaro non sia nemmeno immune da credenze di tipo magico, come una volta gli oggetti del dono...

Insomma, non c'è solo il fatto che anche nella nostra società, come nella Melanesia, “donare molto e donare dappertutto” è un modo con cui i ricchi si danno prestigio. C'è sopra tutto il fatto che anche lo scambio e il denaro probabilmente vanno intesi in una loro struttura mitica più che meramente commerciale o utilitaristica. Un po' come faceva Mauss studiando le società "dette primitive" che effettuano lo scambio di doni al posto della nostra compravendita di merci.

carlo

martedì 25 luglio 2006 ore 18,30


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ultimo aggiornamento: 13-09-2006 ore 11,29

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