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racconti Per l'anno nuovo... ... A un tale venne un’idea strana. Venne d’improvviso e inaspettata, impertinente, in un sogno di notte. Venne l’ultima notte dell’anno, quella che precede i botti di capodanno. E così, senza metterci in mezzo tempo né riflessione, la mattina, appena sveglio, il tale si precipitò a eseguirla. Uscì di casa, balzò sulla macchina, che la sera prima aveva lasciato sul bordo della strada, ingranò la marcia e si precipitò, lungo le strade ancora semideserte, all’indirizzo dello sfasciacarrozze più vicino. Dopo essersi disfato della macchina, stette un momento a pensare. Forse l’idea era stata un po’ avventata... gettare via una macchina così, quasi nuova, e decidere di punto in bianco di vivere il nuovo anno a piedi, poteva essere stata un’idea affrettata. Ma di fronte al demolitore non aveva avuto il minimo tentennamento, e ora non provava nessun rimorso. E in ogni caso, ormai era fatta. Si diresse verso casa a piedi: non era abituato a usare i mezzi pubblici e non gli veniva istintivo prenderli. Siccome camminare concilia il pensare, gli venne di pensare alla festa della sera. La casa sarebbe stata piena di amici e tutto si sarebbe svolto come il solito: dopo avere mangiato e bevuto e chiacchierato di niente per un’interminabile sazietà, il fragore dei piatti gettati dalla finestra si sarebbe unito ai botti e avrebbe dato inizio ai balli. “Che strana idea”, pensava, “buttare via i piatti! Mah... sarà un modo di dire addio all’anno vecchio... E però... quasi quasi... io dico addio anche alla casa!” Viveva in una casetta ammodo, comoda e elegante, pulita, ma un po’ fredda. L’aveva comprata già fatta molti ani prima. Un buon affare, su questo non c’era niente da dire, ma con il tempo era diventata noiosa: sempre più o meno la stessa, sempre nello stesso posto... “Quasi quasi me ne sbarazzo stanotte, a mezzanotte, e non se ne parla più”, si disse mentre camminava meditabondo. “Eh, però questa non la porto allo sfasciacarrozze! No, la vendo a qualche pollo e con il ricavato mi compro uno stock di fresche e canne di bambù, e una grande carriola! Così viaggerò libero e, quando mi sentirò ispirato, mi fermerò e monterò la capanna. Dopo un po’, quando avrò conosciuto il nuovo luogo, potrò rimettermi in cammino...” “Dopo tutto”, pensò ancora, “si dice che i portatori delle grandi civiltà sono sempre stati i migranti, mai gli stanziali. Ho deciso! Con l’anno nuovo farò il migrante!” Quando giunse a casa, si era così immedesimato nei suoi pensieri, che intanto aveva proseguito riempiendoli di esperienze strabilianti e magnifiche, da sentirsi già estremamente nuovo e felice ancora prima dell’inizio dell’anno nuovo. Dopo poco arrivarono gli amici e lui, per prima cosa, si mise a spiegargli l’idea nuova. Cominciò col dire che, per l’anno nuovo, si era disfato della macchina... “Come? Come hai potuto?”, gli disse uno di loro. “Come credi che farei, io, senza la macchina? Mi è del tutto necessaria e indispensabile... Ho dei figli io, la mattina devo portarli a scuola, la notte al cinema, il week end in campagna e l’estate su e giù dalla montagna. E poi, a volte ho mal di schiena e non mi va di camminare!”. “Be’... io per me ne farò a meno... Dopo tutto, non ho figli e neppure mal di schiena...” disse lui. “Ah, ma sentilo, il signorino!” disse un altro. “Non ha figli e neanche mal di schiena... E agli altri non ci pensa? E chi si crede di essere?” “È pazzo è pazzo” disse un terzo. “Ma no, sentite...” proseguì lui. “Quasi quasi mi era venuta l’idea di vendere anche la casa, in cambio di una capanna... Potrei andare a vivere con Maria, la donna che camminando troverò per strada, in un’isola felice. E nei giorni di festa voi verreste a trovarmi...” “È proprio pazzo!” dissero tutti. Gli spiegarono che lui non poteva prendere da solo simili decisioni, su cose tanto importanti. Senza macchina, senza casa, senza un luogo fisso di dimora... con una donna di strada poi!... Sarebbe stato come minimo un anarchico. E, se avesse insistito a attuare le sue intenzioni contro il parere di tutti, sarebbe stato una specie di despota arrogante! “Chi sei, tu, per imporre a noi di accettare le tue idee?” “È pazzo è pazzo...” “Guardatelo! Un pazzo dittatore anarchico!” “È un fascista!” “Comunista!” “Un delinquente bello e buono!” “È pazzo è pazzo...” Alcuni amici stavano già telefonando al giudice per ottenere un certificato di incapacità. Gli altri discutevano su come si sarebbero spartiti i suoi beni, dopo averlo mandato a morire in riva a un fosso, proprio come piaceva a lui! Ma alla fine non se ne fece niente. Il tale, smontato l’entusiasmo, rinunciò alla sua grande idea. Forse era davvero una follia. Per l’anno nuovo si ricomprò un fantastico servizio di piatti, una nuova macchina eurodieci, un videopalmafonino ultimo modello. Di lui non si seppe più nulla, sembra non gli vennero più strane idee, ma dissero che da allora visse sempre felice e contento... Buon anno... ![]() domenica 31 dicembre 2006 |
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