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Articoli in livornesità
AVVERTENZE PER I GENITORI DEI RAGAZZI SCOUT LIVORNESI Molte sono le difficoltà che devono affrontare i ragazzi che fanno esperienze scoutistiche e con loro anche i genitori che a malincuore li lasciano soli. Queste avvertenze sono per la categoria dei …
Emily Dickinson Per un istante d’estasi Per un istante d’estasi Noi paghiamo in angoscia Una misura esatta e trepidante, Proporzionata all’estasi. Per un’ora diletta Compensi amari d’anni, Centesimi strappati con dolore, Scrigni di lacrime. A Coccio ni garba di …
G – Favollo, ha’ detto alla tu moglie e a’ tu figlioli d’anda’ a vota’ ir 12? F – Ancora no! S’aspettava ir risurtato der nucreare. G – Eh sì! Già!… O, l’hai visto Pisapia? F – Pisa che? Boia …
Gangillo telefona a Favollo per organizzare una gita al mare con i figli piccoli. G — Favollo!… ’sa fai domani? F — Cosa te ne frega di ’osa faccio domani? G — Vai a fa’ ’na girata, vai ar mare …
Gangillo ha portato dei frutti di Jabuti’aba, l’arbero dar tronco succoso, detto la vigna der Brasile. Gangillo — Favollo, la v’oi assaggia’ vesta pallina nera? Favollo — O cus’èèè? G — O assaggia! È b’ona! Dai, assaggia… me l’hanno portata …
Per la festa della mamma ho fatto un cacciucchino con racconto, curiosità, proverbi e qualche poesia da gustare… Avrei voluto aggiungere qualche ingrediente in più, ma la ricetta sarebbe cambiata. La cucinerò la prossima volta, ma intanto assaggiate questa e …
Johann Wolfgang Goethe Violetta Una violetta stava sul prato, piegata su sé stessa e sconosciuta, era una violetta, ma aveva un’anima! E venne una pastorella con passo lieve e mente lieta, si avvicinava al prato, e cantava. Ah!, pensò la …
Emily Dickinson FRA LE MIE DITA TENEVO UN GIOIELLO Fra le mie dita tenevo un gioiello Quando mi addormentai. La giornata era calda, era tedioso il vento E dissi “Durerà”. Sgridai al risveglio le dita inconsapevoli La gemma era sparita. …
Da sinistra, don Roberto Angeli, don Spaggiari e don Renato Roberti Come ho detto in un altro articolo, da adolescente frequentavo la Parrocchia di San Matteo, guidata da don Renato Roberti nel periodo in cui era presente don Luciano Musi come …
Favollo e Gangillo s’incontrano per caso ai giardini della stazione ferroviaria di Livorno. F – O Gangillo, ‘sa ci fai alla stazione? G – Dé, volevo andà a Pisa a festeggià ’r capodanno. F – No!… dio, ti senti bene? …
Come un livornese reciterebbe alla sua donna la poesia d’amore di Hermann Hesse “Occhi scuri”.
Racconto teatrale in livornese su un lui e una lei. Incomincia che lui per l’otto marzo le ha comprato un regalo e, la sera dopo cena, prima di andare a letto, glielo porge, invitandola a farsi bella. Ma il seguito è diverso. Con il video della canzone “E ci pareva strano” di Franchi e Ingrassia, e uno sketch del Cinema polacco Zelig.
Favollo e Gangillo discutono della notizia di un museo che non c’è ma c’è con i cimeli di Garibaldi e dei fratelli Sgarallino. Poi recitano una poesia di Mercantini, “La spigolatrice di Sapri” con un video YouTube, e una poesia contro la guerra.
Vittima designata della burocrazia, dei pregiudizi e dell’arroganza del potere, Gianpaolo Cardosi ha finito per vivere da barbone pur di non accettare l’ingiustizia. Per le strade della città, un manifesto lo raffigura come una specie di Garibaldi.
Un esempio dell’umorismo dissacrante e autoironico che Marmugi rivolge alla sua città di Livorno.
In ricordo dei fratelli Andrea, Jacopo e Pasquale Sgarallino, tre famosi garibaldini di Livorno che combatterono per l’Italia unita.
Videoclip della canzone dei Licantropi “Guardo Livorno”, con il testo e con una nota sui personaggi citati.
Una messa in ricordo di don Renato Roberti, che dopo essere stato un sacerdote attivo nella Resistenza italiana fu parroco della chiesa di San Matteo a Livorno.
Racconto teatrale in livornese su un portuale di Livorno che, nel giorno di San Valentino, si ricorda della sua donna.
Il videoclip ufficiale della “Nave” dei Carneìgra, gruppo folk di Livorno.
Una “antivalentina” con una vignetta di David Fedi “Zeb”.
Lancia anche tu un Silvio. Per Carnevale arrivano i berliandoli, i coriandoli con la faccia di Berlusconi. Non sarà un buon politico, ma almeno va bene per gli scherzi di carnevale.
La torta di ceci è un alimento semplice, gustoso e completo. È uno dei piatti più tipici di Livorno, anzi è in generale uno dei tratti caratteristici di Livorno.
Occorre vincere l’indifferenza oggi per rispondere al grido dei superstiti di ieri. Preti antifascisti livornesi come don Roberti e don Angeli, nel dopoguerra hanno cercato di proseguire l’impegno della Resistenza.
Gigiballa è un pezzo della storia di Livorno. Ecco un video con la canzone di Bobo Rondelli dedicata all’orso Gigiballa, e un altro video con l’orso Gigiballa nel parterre.
Dé maddé e boia dé, espressioni caratteristiche di Livorno, sono il pretesto di una simpatica canzone dei Licantropi, il gruppo pop livornese. Vediamo il videoclip.
Espressioni come “dé” e “boia dé” sono caratteristiche del livornese. I livornesi le usano per dire... tutto, come si nota in questo buffo videoclip con Silvester Stallone.
Parlando di Allegri, il ct del Milan, Berlusconi aveva detto che era “peggio che comunista, livornese” (quando vede il rosso, Berlusconi va in palla). Fulvio Pacitto, maestro d’ascia e poeta, gli risponde con le rime.