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Articoli di jakkarol
Ieri due stragi scioccanti a Oslo, nella tranquilla Norvegia. Prima si è parlato di fondamentalisti islamici, poi si è visto che a sparare è stato un fondamentalista cristiano, “antimusulmano” (e immagino anche antisemita: in Norvegia l’antisemitismo sta facendo progressi). Ma …
Non esige né merita commenti. Ci limitiamo a notare che, guarda caso, un tipo così si è formato ai tempi del clientelismo craxiano, attorno alle corti di nani e ballerine; e che, guarda caso, è diventato ministro nel governo più …
Anche se non ne sono protagonisti attivi, i profughi costituiscono una dimensione della guerra, ne sono loro malgrado protagonisti. Anche i migranti che, a causa dei disordini, trovano occasione di espatriare, sono parte della guerra. Non sono vittime innocenti — …
Dopo i post dedicati all’assassinio di Vittorio Arrigoni, mi sono interessato di nuovo alla vicenda di Israele e del conflitto arabo-israeliano. Israeliani e palestinesi non li conoscevo molto bene, ma comunque li avevo mandati al diavolo dopo la Seconda Intifada …
Mi hanno portato da leggere un racconto dell’assurdo. Mi hanno detto che è la storia di un insetto. L’assurdo è un genere che va ancora un po’ di moda, ma sono diffidente, temo che vi si inseriscano con malintesa facilità …
Per alcuni anni ho frequentato una piccola libreria gestita da un ebreo. A dire il vero non sembrava un ebreo, dato che non era un fanatico religioso, non credeva nemmeno in Dio e non aveva un aspetto speciale. Quindi per …
Nel dicembre 2010 un gruppo anonimo di studenti della striscia di Gaza, i GYBO (i Gaza Youth Breaks Out, che nei mesi seguenti diventeranno la colonna portante del Movimento 15 marzo) avevano pubblicato su Facebook un manifesto politico che rompeva …
Vittorio Arrigoni si era trasferito a Gaza dal 2008 ma già in precedenza, come membro dell’International Solidarity Movement, si era interessato alla causa palestinese e aveva viaggiato nei territori occupati. Nel 2005 il governo israeliano l’aveva inserito nella lista nera …
Storiella di un insegnante bravissimo e preparatissimo che tiene le sue lezioni a un gruppo di studenti modello. Il suo migliore insegnamento avviene quando, per una sbadataggine, dimentica di recarsi a scuola.
Una nota sull’intervento di don Giorgio a Exit, dove mi sembra che il parroco di Monte di Rovagnate, augurandosi che il Padreterno mandi un ictus a Berlusconi, non abbia imitato un ayatollah che lancia una fatwa, ma abbia piuttosto riecheggiato le invettive dei profeti o i contrappassi di Dante.
Ricordi di un amore a vent’anni, tra sesso e politica, in sospeso tra i grandi ideali e il nulla, quando il resto del mondo, con le sue regole e le sue ambizioni convenzionali, mi sembrava una cosa estranea che non mi riguardava.
Nell’anniversario del terremoto, gli aquilani protestano perché finora è stato fatto poco e male. Ma perché si lagnano sempre? Il Berlusconi le barzellette le ha distribuite a tutti; sono un po’ volgari, ma sempre meglio di Gino Bramieri. E per quanto riguarda i problemi reali, vorrete mica che li risolva Gino Bramieri! Video sulla condizione precaria delle casette date ai terremotati.
Racconto breve su un pittore paesaggista che incomincia a gareggiare con la natura e poi, con il passare degli anni, si modernizza, conosce internet e infine si mette a gareggiare con Google.
Nella canzone inedita “Ipotesi” Bobo Rondelli dice: “Con i satelliti sanno già ormai i peli in culo che nemmeno tu lo sai. O come mai Bin Laden ’un lo piglian mai? Te lo di’o io perché: perchè Bin Laden serve vivooo”.
In un passo curioso dell’Eneide di Virgilio, Lacoonte avverte i suoi che il cavallo di Troia potrebbe essere una macchina lasciati lì dagli achei per spiare dentro case dei troiani. La “sindrome dell’intercettato” c’era quindi già ai tempi di Virgilio, nell’antica Roma, anche se i telefoni e le microspie non erano ancora stati inventati.
Un articolo di Mauro Vanetti sulle vicende in Libia, svolto da un punto di vista marxista e nella prospettiva dei movimenti rivoluzionari arabi.
Gli uomini a volte si illudono che la scienza li renderà padroni della natura e risolverà via via tutti i problemi, ma poi non sanno come controllare le conseguenze di quella scienza. Il nucleare ne è un esempio: se succede un incidente, non si sa più che pesci pigliare.
Fin dall’inizio degli anni ’90, ai manager di Pubblitalia e ai dirigenti di Forza italia vengono insegnate le tecniche della Programmazione Neurolinguistica (PNL), una pseudoscienza finalizzata alla manipolazione del consenso. Si tratta di sciocchezze, ma con i polli di allevamento funzionano.
Fino a un paio di anni fa Berlusconi andava in Tunisia per invitare i maghrebini a venire in Italia per avere casa, lavoro, scuola per i figli, assistenza sanitaria, benessere. E i tunisini applaudivano affascinati il nostro ”incredibile Presidente”.
Sbagliare è inevitabile: non c’è nessun modo per garantirsi dall’errore. E poi sbagliando si imparano tante cose, ma non si impara mai a non sbagliare più. Per questo, dopo Three Mile Island, Černobyl e Fukushima dico che non c’è tre senza quattro: tra qualche anno, passata la sbornia emotiva, vedrete che ci ributteremo a capofitto nel nucleare e, prima o poi, ci faremo una nuova Hiroshima.
Secondo la Lega Nord, i problemi si risolverebbero cacciando i migranti. Per i politici e la ’ndrangheta è un affare, per l’opinione pubblica un articolo di fede. Ma forse quasi nessuno ci crede.
Non c’è motivo di ritenere che prima del neolitico gli uomini, ancora relativamente incivili, fossero più stupidi o infelici di adesso. È possibile al contrario sostenere che la civiltà progredisca a spese della felicità, perché ha introdotto la guerra, la …
Piccolo racconto sul “non tutto” di un amore: gli altri, anziché essere visti come rivali, aggiungono qualcosa alla nostra felicità.
Piccolo racconto su un imperatore cinese che detestava il mare, ma che passò alla storia come un grande navigatore.
Sul treno verso casa, ripenso a degli oggetti che poco prima avevo trovato esposti sulle bancarelle e mi ero fermato a guardare. Penso che se li avessi comprati avrei potuto guardarmeli quanto volevo. Ma poi penso che sarebbe stato vano e anche perverso. Racconto, aforisma o pensiero sull’impossessione delle cose.
Oltre alle opinioni di Bernard-Henri Lévy, Gino Strada e Jean Bricmont, citate due giorni fa in questo blog, ho trovato interessante, sul rapporto tra Italia e Libia, il “Passaparola” di Marco Travaglio pubblicato ieri sul blog di Beppe Grillo e …
Siamo governati da gente così ignorante da pensare che la fissione nucleare sia un ramo della biologia. Questo è il vero pericolo italiano.
L’intervento armato in Libia, incominciato due giorni fa da parte di una coalizione di paesi occidentali, a cui oggi si è aggiunto il Qatar, è brutto da vedere e da concepire come tutti gli interventi di “polizia internazionale” degli ultimi …
Gli spunti del racconto sono reali: da piccolo mi ero davvero spaventato al sentire dei passi nel solaio-granaio, e molti anni dopo ho incontrato una ragazza che amava gli animali e diceva di avere avvicinato anche i topi. In questo racconto la ragazzina non si innamora dei topi: i topi sono un pretesto per dire che l’amore è un’altra cosa.
17 marzo, centocinquantenario dell’unità d’Italia. Vent’anni fa avrei giurato che oggi avremmo festeggiato l’Europa unita, invece stiamo qui a discutere se siamo tutti italiani. Disdegnavo la patria e la bandiera per andare oltre, mentre qui c’è gente che vagheggia il medioevo e i suoi vecchi, noiosi campanili. Con la famosa canzone di Gaber che oggi tradurrei così: Io non mi sento padano.
Il terremoto e lo tsunami in Giappone provocano un incidente nella centrale nucleare di Fukushima. Alcuni esperti dicono che una cosa del genere era imprevedibile, come se l’imprevedibilità fosse una scusante rispetto alle responsabilità o un motivo per non tener conto dei rischi del nucleare.
Una specie di poesia: “Dicendo. Non vi dirò / la solitudine assoluta / che non mi lascia dirvi / quello che non voglio”. E poi la sua traduzione in prosa.
Una poesia di Różewicz propone un’altra idea di donna, lontana dagli stereotipi della femminilità.
Un’intervista a Paolo Rossi, peraltro divertente, fa riflettere sullo svilimento della cultura in Italia. Anche i dissidenti si oppongono a cose talmente ridicole da far finire tutto in una risata.
In un paesello della bergamasca, il governo della Lega Nord vorrebbe vietare le bestemmie in ogni luogo pubblico e privato. A bestemmiare sarebbero soprattutto gli immigrati.
Qualche volta le donne tengono gli uomini sul palmo di una mano e li lasciano giocare ai padroni delle danze. Un aforisma sugli imbrogli della libertà e del potere.
La libertà non si può toglierla; non si può nemmeno darla, se non incorrendo nel paradosso di una libertà obbligatoria.
Un simpatico videoclip dei Kult, un gruppo rock polacco, mostra un esempio contrario rispetto al noto proverbio.
Un giorno una scimmia incontrò un’altra scimmia e, per essere da lei riconosciuta come uomo, la chiamò uomo. Favola sull’invenzione dell’uomo e dei sessi.
Un piccolo racconto surreale di Mrożek, seguito da un racconto bislacco su un principe del Consiglio dei Lacché terrorizzato dall’idea di scoprirsi gay.
Come un tempo faceva il PCI, come poi fecero il PDS e il PD, ora il principale partito della sinistra ufficiale vuole salvare i partiti di governo?
Poesia di Jorge Luis Borges sul gatto, “padrone di un ambito sbarrato come un sogno”. Con testo in lingua a fronte.
In una veccia canzone satirica Guccini diceva che a fare sesso vengono i buchi nella pelle. Oggi il ministro Giovanardi dice che a fumare spinelli vengono i buchi nel cervello. Cambiano i tempi, ma gli argomenti son sempre quelli.
Trascrizione parziale di un video in cui don Giorgio de Capitani spiega come il cristianesimo non sia una religione ma, al contrario, un umanesimo radicale con cui Cristo ha inteso distruggere la religione.
Il videoclip ufficiale della “Nave” dei Carneìgra, gruppo folk di Livorno.
Una “antivalentina” con una vignetta di David Fedi “Zeb”.
La storia non esiste, si dissolve in mille storie. E gli uomini non fanno la storia, semmai stanno lì a fare sempre storie, capricci.
Gli uomini che si occupano dei cani, che li amano, li accudiscono o li addestrano, sono come dei cani che non sanno di esser cani e che pensano che i cani siano gli altri.