Altri personaggi si presentano

Nella presentazione di Ziga si diceva che i pensieri volano ogni notte per sconfiggere la paura, proprio come un piccolo cane contro il Barone Rosso. Ma, come Snoopy non vince mai il Barone Rosso, così i pensieri non vincono mai la paura, che ogni notte indica loro la via in cui pensare…
In questi pensieri ci sono tante cose e tanti personaggi veri e immaginari. Tra quest’ultimi (cioè tra i personaggi immaginari) ce ne sono due, Favollo e Gangillo, che dispongono di nomi, soprannomi e intere famiglie al loro seguito di cui racconterò qualche vicenda.

Ir titolo della soppopera è:
Briaiful (pronunciato: briaifu’ oppure briaifulle) – Le avventure di Favollo e Gangillo

La famiglia Favollo
— Antonio o Tonio, il capofamiglia, è detto Favollo perché sinonimo di palestrato, ma la palestra non l’ha mai vista, i muscoli gli sono venuti perché è uno dei vecchi portuali, tutto torace e muscoli, modello omino che batte con il martello nella pubblicità della Plasmon degli anni ’60.
— Ada, la moglie, casalinga, chiamata “Papera” perché grassa e di bassa statura, e si muove, appunto, come un palmipede.
— Yari e Vladimiro, i due figli gemelli grandi che lavorano di tanto in tanto come precari dove capita. Laureati entrambi in Sociologia l’uno e in Scienze per la Pace l’altro, si chiamano così perché il capofamiglia era un fan del regime russo.
— Nikita, la figlia media chiamata Kita, adolescente inquieta che segue la moda.
— Sonia, la figlia piccola che frequenta le scuole elementari ed è in classe di Eugenio (figlio piccolo di Gangillo).
— Johnny, il cardellino canterino.
— Bria’o, chiamato Ao, il pesce rosso nominato così perché beve sempre (così sembra).
— Ruotolo, chiamato Rotolo, il criceto russo nominato così per il suo ininterrotto correre facendo girare la ruota che c’è nella gabbietta e anche in onore di un ex giocatore del Livorno;
perché Antonio è uno sfegatato tifoso del “Livorno” squadra di calcio cittadina.

La famiglia Gangillo
— Tiziano, chiamato Ziano, il capofamiglia, soprannominato anche “Gangillo” perché alto e magro, vestito sempre in giacca e cravatta, dipendente dell’ Amministrazione Provinciale.
— Luisa, la moglie, casalinga, soprannominata dagli amici “la greca” per i tratti somatici del viso che ricordano quelli greci.
— Amelia, la figlia grande diplomata all’Istituto d’Arte di Pisa che non riesce a trovare lavoro.
— Maria Rosa, chiamata Mari, la figlia adolescente impertinente, che vuole avere sempre ragione.
— Gabriele, chiamato prima Lele poi Lello, il figlio medio soprannominato dagli amici “Coccio”, perché ha ripetuto le classi delle scuole medie più volte e non ha più voluto studiare. Fa il buttafuori presso il locale da ballo “Le Scimmie” di Tirrenia e litiga in continuazione con il padre, che avrebbe voluto un figlio laureato. Per suo orgoglio e per accontentare il padre ogni tanto si atteggia a poeta e interprete di poesie di autori noti e meno noti.
— Eugenio, chiamato Genio, il figlio piccolo che è in classe di Sonia. E’ chiamato così non per il diminutivo del nome ma perché molto intelligente.
— Dik (Dicche per i livornesi), il cane meticcio dal pelo lungo color arancio, che in ogni uscita quotidiana scorrazza per il quartiere giocando con chiunque, tornando a casa stanco e affamato e immancabilmente si mette sulla poltrona di Gangillo che altrettanto immancabilmente lo scaraventa giù con un urlo che ben conoscono i vicini di casa.
— Brigibardò, il gatto persiano rosso, castrato, che è più grosso di Dik e gli somiglia nel colore e nella lunghezza del pelo. Il nome deriva dal colore del giovane pelo e dalla bellezza di quando era cucciolo ed è stato acquistato pensando che fosse una femmina.
— Giorgina, la piccola tartaruga, che risulta essere l’oggetto preferito per giocare sia del cane che del gatto e per questo se la litigano sempre, facendola spesso rotolare facendola finire a pancia all’aria.

Esistono poi altri personaggi che si avvicenderanno nelle varie avventure e uno in particolare, Carlo, che non si saprà mai chi è e cosa fa.