Piccolo pensiero sulla guerra in Libia

Anche se non ne sono protagonisti attivi, i profughi costituiscono una dimensione della guerra, ne sono loro malgrado protagonisti. Anche i migranti che, a causa dei disordini, trovano occasione di espatriare, sono parte della guerra. Non sono vittime innocenti — non esistono innocenti — ma sono inermi e inerti e sono indifese prede della brutalità di tutti.
I leghisti si dicono contrari alla guerra in Libia. Non vogliono colpire le postazioni di Gheddafi, non vogliono bombardare Tripoli, non vogliono essere alleati militari dei ribelli. La guerra i leghisti la fanno solo contro i protagonisti più deboli, i più emarginati e i più disturbanti: i profughi e i migranti. Essi cercano d’innalzare un muro della vergogna per arginare gli effetti delle guerre condotte altrove e, se potessero, i bombardamenti li farebbero contro queste vittime più inerti e più indifese.
I dirigenti leghisti sono generali come gli altri, ma più vigliacchi.

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