12 e 13 giugno Referendum – da Briaifu’ (Le avventure di Favollo e Gangillo)

G – Favollo, ha’ detto alla tu moglie e a’ tu figlioli d’anda’ a vota’ ir 12?
F – Ancora no! S’aspettava ir risurtato der nucreare.
G – Eh sì! Già!… O, l’hai visto Pisapia?
F – Pisa che? Boia de’! Un era Pisa-merda? Ha cambiato ‘r nome?
G – Ma no! Sempre e comunque… Pisa-merda… Ora poi…
F – O cosa v’oi di’? Quando dici ’osì mi fai paura… Va bene! Ho capito. Pisa è sempre Pisa-merda-merda-merda, ma… Pisa-pia perché?
G – Pisapia è quello ’he ha vinto le elezioni di sinda’o a Milano.
F – AH! Mi pareva! Po’eraccio! Un vorrei ésse lui! C’avrà da dissele anco ‘on Formigoni. Boh!… Ma, va bene così! Allora, per i livornesi sempre e comunque Pisa-merda, e a’ milanesi Pisapia. Chissà che un riesca anco a cambianni l’aria e a levanni la nebbia e migliora’ i navigli.
G – Eh sì!… A proposito di Pisa. Ha’ visto ’sti pisani? C’hanno fregato ir barre allo stadio, le Melorie, l’ippodromo e ora anco i parcheggi… E la ’osa ’he un mi va giù, è che bisogna da’ i vaini a lorolì…
F – Boia de’! E vero!…
G – Ah! Lo sai, l’urtima è quella ‘he vogliono anco la ‘Oppe! Un lo sapevi?
F – No!… Davvero? Ci levano anco vella?
G – Eh sì! Ma no la ‘oppina della Rosa eh!… Vogliono l’ipercoppe. Vella grande… Perché è andata in rosso e un c’hanno i vanini e allora la pigliano i pisani coi fiorentini. (Sempre pesci di fiume…)
F – In rosso? O, un va bene? O, la ‘Oppe un è rossa?
G – Ma cosa c’entra!… In rosso, vor di’ che ci rimette. Hanno detto ‘he devano licenzia’ 80 po’eracci. Allora i pisani fanno un inciucio co’ fiorentini, traditori di Livorno, e la vorrebbero piglia’ loro.
F – Tutto! Ci levano tutto. Anco la ‘oppe. Boia de’!… Maddé!… Boia!… E’ proprio vero ir detto ‘he dice: I discorsi li porta via ‘r vento (libeccio) e le bicirette i pisani… Artro ‘he bicirette… Vesti so’ quaini…
G – Già! Boia de’!… Ci manca ’he un ber giorno vengano ‘n darsena, in Piazza Micheli e si portino via anco i 4 mori…
F – E pe’ mettili ’ndove?
G – So ’naccidenti! Da quarche parte, magari ar posto della fontana davanti alla stazione.
F – De’!… O cosa dici? Cosa se ne fanno se’ondo te i pisani de’ vattro mori?
G – Nulla! Pe’ rubacceli… . Solo pe’ facci dispetto. Magari li buttano nell’Arno.
F – De’! Bellini! Te l’immagini Ferdinando I che sbu’a dall’Arno… Magari quarcuno ni butta anco ir sarvagente…, e quarcun artro pensa ‘he sia il gio’o delle ciambelle e ci si mettano a gio’a’ come i bimbi piccini.
G – De’! Se li mettano in piazza de’ Mira’oli, cor una fontana ‘he prende mezzo prato, sai vanti giapponesi ci buttano i vaini? Boia de’!… Poi, i pisani li vanno a raccatta’ e si riempiano le tasche…
F – Boia de’! Un c’avevo pensato! Bisognerebbe ’nventà ’na fontana anco noi, ’ome quella di Trevi, cor monumento ner mezzo e magari coloralla ’ome le fontane di Barcellona. Te lo ‘mmagini? Poi, magari la sera entra nella fontana Mamma Franca (perché ni piace fa’ come Anitona) co’ su be’ ‘apelli biondi e caminandoci dentro ‘ncomincia a chiama’: Marcello… Marcello… Cam iar… (come here).
G – Marcello? E chi è?
F – So ‘na semplice! Ner firme Anitona ‘hiama Marcello, poi se Mamma Franca vor chiama’ Carlo… ‘hiami lui!…
G – E Carlo chi è?
F – Uffa! Gangillo, ‘ome siei noioso… ‘Nsomma ‘hiama chi ni pare. Va bene?
G – Va be’!…
F – Sai ‘na ‘osa? E capace tutti i groceristi ’he un c’hanno i vaini pe’ anda’ a Firenze o Pisa e rimangano vì, ci butterebbero i vaini…
G – Sì! Va bene, vai!… Sogna, vai… Sogna!… ’Nsomma, v’oi ’he ti spieghi der referendum o no?
F – O vai… Ma vaai!… È tre ore ’he me lo devi di’…
G – Allora, ir 12 e 13 giugno 2011 sono i giorni decisivi su cui tutti, ma proprio tutti, siamo ‘hiamati a di’ la nostra sui quattro quesiti referendari abrogativi (uno sul nucleare, due sull’acqua pubblica e uno sur legittimo ‘mpedimento) che, se si va a vota’ tutti, possano raggiungere ir quorum.
F – Ir cosa?
G – Ir quorum. Cioè, che per legge, affinché i referendum abrogativi abbiano effetto, occorre che la percentuale dei votanti raggiunga il 50% più uno di velli ‘he possano vota’. Cosa che un succede dall’11 giugno 1995.

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G – Ti ri’ordo anco che se metti ’na groce sur SI vor di’ che v’oi ’ambia’ le leggi approvate, cor NO che un le v’oi ’ambia’.
Ora ti spiego in italiano ’ome sono le schede. Intanto devi sape’ che sono quattro, di ‘olore diverso pe’ ogni quesito da vota’. I ‘olori sono rosso, giallo, grigio e verde ’hiaro.

QUESITO REFERENDARIO N. 1 SULL’ACQUA PUBBLICA (scheda rossa):
«Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica».
In particolare, si chiede l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della legge n. 133/2008, secondo cui la gestione del servizio idrico può essere affidata a soggetti privati attraverso gara o a società a capitale misto pubblico-privato; in entrambi i casi il privato detiene almeno il 40% del capitale.
La preferenza dei SI terrebbe lontani i privati dalla gestione pubblica del servizio idrico.

QUESITO REFERENDARIO N. 2 SULL’ACQUA PUBBLICA (scheda gialla):
«Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma».
Il quesito riguarda la privatizzazione dell’acqua e in particolare, in base alla normativa vigente, un gestore può caricare sulla bolletta fino al 7% in più senza che questo venga investito per migliorie sull’infrastruttura.
In questo caso agli elettori viene chiesta una parziale abrogazione della norma.
Dice così:
«Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?»

QUESITO REFERENDARIO N. 3 SUL NUCLEARE (scheda grigia):
«Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare».
Dice così:
«Volete che siano abrogati i commi 1 e 8 dell’articolo 5 del dl 31/03/2011 n.34 convertito con modificazioni dalla legge 26/05/2011 n.75?».

G – O, ti leggo ’na ’osina ganza. È una parte dell’intervento che Maurizio Crozza ha fatto alla trasmissione Ballarò der 15 marzo 2011, poi ’ontinuo a spiegatti l’urtima scheda. ’Ncomincia ’osì:

Pino, il Cesio lo metto nel secco o nell’umido?
di Maurizio Crozza

Giovanni (Floris, ndr), lo senti anche tu nell’aria questo odore di radiazioni? Di Cesio? Eau de reattoir.
Il commissario europeo all’energia, riferendosi allo scoppio delle centrali nucleari in Giappone, ha dichiarato:
“Tutto ciò che si riteneva impensabile, in qualche giorno è avvenuto”.
E non stava parlando della riforma della giustizia di Alfano. Almeno credo. Credo che si riferisse piuttosto all’imprevedibilità della natura. Perché la natura è imprevedibile, è come Scilipoti: resta immobile per millenni, e poi improvvisamente si sposta come una placca tettonica. Pensi: figurati se viene un terremoto del nono grado della scala Richter, seguito da uno tsunami che distrugge la diga che fa scoppiare le centrali nucleari.
E invece accade: è l’imprevedibilità della natura (…).
E la natura non è né buona né cattiva, qualche volta però è stronza, e qualcosa va storto.
È la legge di Murphy: se qualcosa può andare storto, ci andrà(…).
Comunque il nocciolo (proprio il nocciolo) è: non facciamolo il nucleare in Italia, ve ne prego! (…).
Vi prego Italia, governo, ministri, Berlusconi, vi prego tutti: non facciamolo il nucleare in Italia!
Non riusciamo a fare una discarica e facciamo sei centrali nucleari?
“Pino, il plutonio dove va? Nel secco o nell’umido?”.
“Ma che minchia ne so! Non vedi che non riesco a raffreddare il reattore?!”.
“Ma devi coprirlo con l’eternit, il reattore! Non l’hai sentito il geometra?!”.
Avete presente come usiamo noi la tecnologia? Il laser: in tutto il mondo lo usano nella medicina, nell’automazione, nella ricerca. E noi? Per accecare il portiere della Lazio quando Totti batte una punizione!
Pensate, ragazzi, a quali effetti devastanti potrebbero avere in Italia le radiazioni: un Gasparri a tre teste! Pensate: tre cazzate alla volta di Gasparri! Minzolini con due lingue, il Trota con le branchie, Ruby con due culi e tre certificati di nascita! (…)
In tutto il mondo ci stanno ripensando: in Austria sono contro, in Germania la Merkel ha deciso di chiudere 7 reattori, la Svizzera sospenderà la costruzione di 3 centrali, in Polonia forse bloccano tutto, in Finlandia hanno istituito una commissione, in Francia hanno chiesto il referendum, e in Italia?
Il governo ha detto: andiamo avanti col piano Scajola.
Col piano di chi?!? Scajola? Vuoi mica che in Italia quello che sa tutto sul nucleare sia lo stesso che non sa manco chi cazzo gli ha comprato la casa!
“Se trovo chi mi ha messo un trilocale nel nocciolo, lo denuncio”.
E la Prestigiacomo ha confermato che l’Italia andrà avanti con l’atomica. Lo dice lei, che la cosa più scientifica che ha fatto nella sua vita è una torta! (…) A lei piacciono le quote rosa, con le radiazioni diventiamo tutti fucsia, e dormiamo tranquilli. Per sempre, ma tranquilli.
Però, ministro Alfano, devo tirarvi un po’ le orecchie su questa decisione di fare il referendum a giugno: lo facevate ad agosto e non ci andava nessuno!
Morivamo tutti:
“Come mai siamo morti?”
“Eh, c’era il referendum ma eravamo in Sardegna”.

G – Bellino eh!? Un c’ha mi’a tutti i torti… Ah! Ora ti spiego l’urtimo quesito. M’arraccomando è ’mportante ’he tu capisca bene cosa voti.
Allora:

QUESITO REFERENDARIO N. 4 SUL LEGGITtIMO IMPEDIMENTO (scheda verde chiaro):
«Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale».
Il quesito su cui saremo chiamati ad esprimerci è il seguente:
«Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?».

Legittimo impedimento: cos’è?
Cos’è il tanto discusso legittimo impedimento? Il legittimo impedimento, in generale, è un istituto giuridico che attribuisce a ogni cittadino il diritto di far spostare un’udienza di un processo che lo riguarda se ha un impedimento che, dice la legge, dev’essere “effettivo e assoluto”.
Ora, però, il punto dibattuto è che, se l’imputato è anche il presidente del Consiglio, cioè Berlusconi, una legge, fatta dal governo dello stesso Berlusconi, ha esteso notevolmente i casi in cui egli può chiedere di non presenziare al dibattimento e quindi di rinviarlo.
Dunque, chi ritiene che non siagiusto che il presidente del Consiglio si faccia le leggi per salvarsi dai numerosi processi in corso contro di lui, voterà SI per abrogare la tanto criticata norma. Mentre il governo, e in particolar modo il Pdl, naturalmente, auspicano vinca l’astensionismo o il NO in modo che il premier possa continuare a salvarsi dai processi.

G – Hai ’apito ’osè? ’Nsomma v’oi ’he Berlusconi sia presente ai processi oppure un te ne frega nulla, se mentre c’è ir processo è da quarche artra parte a fa’ cosa un si sa?
’Uindi vando siei lì ’on tutte le schede davanti, un ti fa prende’ dalla voglia di di’ NO perché v’oi fa’ ’r ganzo e di’ di no, perché ora è ’r momento di di’ di SI. Sembra ’na ’osa scema ma è così.
Se c’hai de’ dubbi vai a visita’ vesto sito vì:
http://http://www.unita.it/italia/referendum-tutte-le-risposte-per-gli-scettici-1.301360

La festa è alle urne il 12 e 13 giugno 2011. Siamo tutti invitati… Portati ‘r costume e poi … TUTTI AR MARE… a prende’ le radiazioni sì, ma der sole, e a mostra’ le ‘hiappe chiare dopo ave’ bevuto un ber bicchiere d’acqua fresca della ‘annella belli cor sorriso a 500 denti bianchi (pe’ fa ‘nvidia a Berlusconi) e ner frattempo chi c’ha da esse’ in aula per un processo da supera’ e ci deve anda’ e deve suda’ dimorto…, senza manco potessi difende attraverso ir TG1; perché ni ’ominciano a manca’ anco i giornalisti. Quelli veri, come l’ultima della serie che s’è dimessa ir 25 maggio, Elisa Anzaldo che ha scritto: “Non posso più rappresentare un telegiornale che ogni giorno rischia di violare i più elementari doveri dell’informazione pubblica come equilibrio, correttezza, imparzialità e completezza dell’informazione. Per motivi professionali e deontologici non ritengo più possibile mettere la faccia in un TG che fa una campagna di informazione contro qualcuno”.
E… ri’ordati, LA STORIA, ir 12 e 13 giugno SIAMO NOI…

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Gabriella Ferri
Tutti ar mare 

Tutti ar mare,
tutti ar mare
a mostra’ le chiappe chiare,
co’ li pesci,
in mezzo all’onne,
noi s’annamo a diverti’.
(per 6 volte le stesse parole)

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