L’insetto nucleare (un cattivo racconto)

Mi hanno portato da leggere un racconto dell’assurdo. Mi hanno detto che è la storia di un insetto. L’assurdo è un genere che va ancora un po’ di moda, ma sono diffidente, temo che vi si inseriscano con malintesa facilità scrittori di nessun talento. Tanto più se è la storia di un insetto, dato che viene spontaneo il paragone con Lo scarafaggio di Kafka.
Il racconto si trova sul web a questa pagina. E già dal titolo, secondo me, incomincia maluccio, dato che il protagonista ha come nome Berlusconi. D’accordo, un nome è sempre arbitrario, non significa niente e uno vale l’altro; ma tutti sappiamo che Berlusconi è anche il nome del nostro amato presidente del Consiglio, per cui l’autore avrebbe fatto meglio a scegliere un altro nome per il suo insetto. Del resto, mai e poi mai, nemmeno il peggiore dei presidenti del Consiglio potrebbe essere scemo e repellente come l’insetto di questo racconto che, sentite un po’, incomincia così (ho cercato di rendere un po’ meno indigeribile il racconto togliendo il nome dell’insetto: dove l’autore mette il nome del protagonista, scrivendo “Berlusconi”, noi facciamo finta di non avere sentito e diciamo che si parla semplicemente di “un insetto”):

“Noi siamo assolutamente convinti che l’energia nucleare è il futuro per tutto il mondo” ha detto un insetto durante la conferenza stampa al termine del vertice italo-francese con Nicolas Sarkozy a Villa Madama. “La moratoria è servita per avere il tempo che la situazione giapponese si chiarisca e nel giro di 1-2 anni l’opinione pubblica sia abbastanza consapevole da tornare al nucleare. L’energia nucleare è sempre la più sicura. Il disastro giapponese si è verificato perché la centrale di Fukushima era stata edificata su un terreno che non lo permetteva. L’accadimento giapponese ha spaventato ulteriormente i cittadini italiani. Se fossimo andati oggi al referendum, il nucleare non sarebbe stato possibile per molti anni. La moratoria, quindi, rappresenta una posizione di buonsenso del governo. Il nucleare è un destino ineluttabile. Intanto, questa decisione ci rende molto più proiettati sulle rinnovabili”.

L’autore esagera davvero troppo con le sue iperboli. Perché un insetto dovrebbe parlare proprio dove e mentre si tiene una conferenza stampa con capi di stato? E alla fine parlerebbe addirittura del governo! Anche ammesso che questo insetto, che si trovava casualmente a Villa Madama, avesse potuto capire i discorsi degli umani (questa fantasia possiamo ammetterla in un racconto assurdo), perché mai avrebbe dovuto lui stesso mettersi a parlare del governo? Cosa può avere a che fare un insetto con un governo? Chi ha scritto queste battute, secondo me è un pessimo scrittore.
Ma andiamo avanti:

Rispondendo poi a una domanda sul futuro dei contratti tra Enel e Edf sul nucleare dopo la moratoria italiana, l’insetto ha poi detto che “i molti contratti stipulati non vengono abrogati, stiamo continuando e decidendo di mandare avanti molti settori di questi contratti, come quelli relativi alla formazione”.

Di male in peggio. S’è mai sentito di un insetto che fa contratti con le grandi società e che si occupa addirittura di formazione? Deve trattarsi di uno scrittore in erba: solo uno senza nessuna esperienza può credere che la fantasia non abbia proprio nessun limite.
Il racconto prosegue:

“L’Italia con Enrico Fermi è stato il primo Paese al mondo a saper sfruttare l’energia nucleare ed era all’avanguardia nella realizzazione di centrali nucleari negli anni Settanta” ha detto ancora l’insetto. “Poi sappiamo cosa è accaduto: l’ecologismo di sinistra si è messo di traverso e l’Italia ha dovuto interrompere i lavori di centrali che erano quasi terminate. Da allora noi dobbiamo acquisire tutta l’energia che consumiamo all’estero e questo ci porta ad un costo che grava su tutta la nostra economia, oltre che sulle famiglie italiane”.

Ma queste sono ciance in libertà! Li conosco questi autori di infimo grado e già mi immagino il seguito. Nella pagina successiva accadrà sicuramente che l’insetto, per un colpo di vento, finirà spiaccicato sotto una tegola mentre era intento a deliziarsi una cacca di piccione. Il che, sinceramente, fa pure schifo. Ma comunque, supponendo per assurdo che il lettore debba commuoversi per il contrasto tra la superbia del protagonista e la sua triste fine (che comunque sarebbe lo storpiamento di una formula strappalacrime abusatissima), ma insomma, a chi mai potrebbe interessare la triste sciocca storia di un insetto? È davvero un racconto noioso e deludente, e chi l’ha scritto farebbe bene a cambiare mestiere.

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