L’Aquila: le solite vittime rompicoglioni

Oggi è il secondo anniversario del terremoto dell’Aquila, e questi si lamentano ancora perché la città non è stata ricostruita. Cosa volevano, fare tutto in due anni? Ma dicono che non si è nemmeno incominciato. E con tutti i casini che ci sono nel mondo, volevano che si pensasse solo a loro? Le hanno avute le case in prestito, no? Nuovissime, ergonomiche, antisismiche e… praticamente finte. Ma si lagnano: e sono poche e già rotte, e sembrano ospedali, e non ci sono i servizi, e non ti puoi allontanare senza permesso, e via e via. Lagnosi che sono! Cosa credevano, che il Berlusconi gli avrebbe dato qualcosa di diverso da una burla? Che poi tutte le critiche di tutti i lagnosi vanno sempre a finire lì, sulle spalle espiatorie del Berlusconi. Povero Cristo. Lui non si risparmia, ogni volta dà il meglio di sé: racconta barzellette. A me piace, anche quando parla seriamente è più divertente di Gino Bramieri. E poi è confortante, dopo una giornata andata storta, che ti sembra di essere un pagliaccio o un calimero, sapere che c’è sempre un presidente più stupido di te, e quando sbagli ti consoli al pensiero che comunque il presidente sbaglia più di te. Poi certo, nel mondo capita di tutto: crisi, corruzione, mafia, terremoti, alluvioni, guerre… Ma non vorrete mica dare la colpa a Gino Bramieri!

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