Ritratti su commissione

Il pittore ritrattista è seduto davanti al cavalletto. Anni prima, nei tempi belli della giovinezza, per terminare un dipinto era capace di stare giorni interi in piedi, saltando i pasti e dimenticando persino di dormire. Ma ora, davanti alla tela vuota, lo afferra la stanchezza e, prima di prendere in mano i pennelli, dedica una buona mezz’ora a sistemare lo sgabello, poi si siede e si abbandona ai pensieri. Allora la stanchezza aumenta e il pittore si addormenta. È capace di passare giorni interi così, dormendo e dimenticando persino di andare a letto.

Da giovane era stato un pittore paesaggista che dipingeva di tutto: fiori, case, cose, uomini e animali. Tutto ciò che vedeva gli pareva interessante: diceva che tutte le cose che esistono, tanto quelle che si muovono quanto quelle che stanno ferme, devono essere catturate nella tela. Ma aveva sempre dipinto solo le cose ferme, non riuscendogli di catturare quelle che si muovono.
Sopra la porta di casa aveva affisso una locandina, che pensava sarebbe tornata utile per quando fosse stato famoso e assai richiesto.

Pittore paesaggista
Dipinti eseguiti a partire da prospettive reali
Tecniche varie, specialità locali

Con gli anni, il pittore paesaggista aveva via via perfezionato le tecniche di pittura. I suoi quadri erano così perfetti che a prima vista sembravano veri, quasi indistinguibili dalle cose dipinte. Ma al pittore tutto questo non bastava. Egli voleva non solo uguagliare la realtà, ma superarla. Si era proposto di dipingere una tela che potesse essere usata al posto di una finestra. E c’era quasi riuscito: aveva regolato così bene i tratti e i colori che le sue tele, distese tra gli stipiti di una finestra, riuscivano qualche volta a trarre in inganno i visitatori. Non era mai arrivato, però, a renderle luminose come il vetro, che trasmettendo la luce rischiara l’interno. Aveva tentato mille volte, prima riducendo poi aumentando lo spessore della tela, cambiando la pittura di fondo e provando ogni tecnica, ma non c’era niente da fare: non gli era mai riuscito di fare un dipinto reale che imitasse la luce del sole.

Alla fine, stanco di gareggiare con la luce del sole, il pittore paesaggista pensò di dedicarsi ai ritratti. Non ai ritratti in generale, ma ai ritratti su commissione, quelli ricavati dalle foto, che non danno luce. Dipingere una tela che potesse essere usata al posto di una foto, e anzi che fosse persino migliore, più vera e più luminosa di quella: tanto egli si proponeva.
Divenne così un pittore ritrattista. Si esercitò a lungo e raggiunse una qualità mai vista prima, finché si poté dire che nessuno al mondo era bravo quanto lui a fare i ritratti delle foto. Quando fu pronto, dipinse una locandina e l’appese sopra la porta di casa.

Pittore ritrattista
Ritratti su commissione eseguiti a partire da foto
Tecniche varie, anche mezzo posta

Ma gareggiare con le foto non era facile. Il pittore si era impegnato a fondo, dipingeva tutto il giorno, saltava i pasti e i sonni, era pieno di entusiasmo per la nuova impresa, ma le foto continuavano a vincere su un dettaglio non secondario: erano più veloci e più economiche.
Per batterne la concorrenza, il pittore pensò di aumentare la produttività, introducendo tecniche di pittura di massa su cinque cavalletti simultaneamente, imparando a dipingere con le mani, con la bocca e anche con i piedi. Ormai era il migliore e il più virtuoso pittore rittrattista di foto che ci fosse sulla piazza.
La piazza del paese del pittore ritrattista era però un po’ troppo piccola: duemila anime, cinquecento famiglie e dieci matrimoni all’anno. Il pittore fece un paio di conti e capì che questi numeri non sarebbero bastati per sostenere i nuovi ritmi di produzione. A dire il vero era orgoglioso di un tale risultato: limitandosi al proprio paese, poteva dire di avere già vinto la gara con le foto. Ma il pittore aveva ambizioni più alte.

In realtà, finora si era trattato solo di un lavoro preparatorio, tanto più che, fino a quel momento, in paese nessuno gli aveva mai domandato di eseguire un ritratto da foto. Ma ciò non preoccupava il nostro pittore. La verità era che i ritratti eseguiti da foto inviate per posta erano un sistema troppo antiquato e grossolano per riscuotere un qualche interesse persino in un paesello di periferia. E ora che la tecnica e la produttività erano sistemate, occorreva ancora modernizzare l’offerta e allargare il mercato. Acquistò un computer e dipinse una locandina da affiggere su tutti i siti web.

Pittore ritrattista
Ritratti su commissione eseguiti a partire da foto
Tecniche varie, prezzi sorprendenti, anche via email

Doveva però imparare a usare il computer. Il pittore ritrattista spese qualche giornata, pasto e nottata per prendere dimestichezza con la nuova tecnologia. Dovette anche imparare a fare pagine web per allestire su internet il proprio negozio. Nel negozio ci mise tutto il catalogo dei vecchi paesaggi, risalenti al tempo in cui era ancora un pittore paesaggista, e poi una vasta sezione dedicata ai ritratti su commissione, con molti esempi di ritratti eseguiti con differenti tecniche a partire da foto di ogni tipo.
Imparò anche a capire l’importanza dei motori di ricerca, e soprattutto si prese cura dei risultati che la sua opera otteneva su Google, dove c’era molta concorrenza, dato che lui non era certo l’unico pittore ritrattista presente su internet. Bisognava che chi eseguisse su Google la ricerca “ritratti su commissione”, trovasse come primo risultato il nostro pittore ritrattista.

Quella tra lui e Google divenne una sfida assoluta. Il pittore passava sempre più tempo al computer per affinare le pagine, i titoli, le parole chiave. Aveva imparato tutto sui meta description, sui meta keywords e sugli innumerevoli e mutabili trucchi da sfruttare per accrescere la propria notorietà su Google. Maliziosamente, aveva persino cambiato la locandina, con lo scopo, secondo lui, di catturare la benevolenza del motore di ricerca.

Pittore ritrattista su Google
Ritratti su commissione eseguiti a partire da foto
Per qualsiasi informazione, chiedere all’infallibile Google

I risultati non si fecero attendere. Il pittore ritrattista era ormai il numero uno su Google. Le richieste a Google erano continue, il successo era strepitoso. Ma il pittore sapeva che la concorrenza incombeva e che lui non avrebbe potuto distrarsi un attimo: doveva sempre essere lì, ogni giorno, per migliorare le pagine, i titoli, le parole chiave e per reinventare tutti i vecchi trucchi. I giorni di festa e di vacanza erano ormai un vecchio ricordo, ma questo era il prezzo del successo e il pittore ne andava tanto orgoglioso!

Dopo aver passato innumerabili giorni e notti a sorvegliare Google, di tanto in tanto il pittore si avvicina di nuovo al cavalletto, e in quel momento lo prende un’invincibile stanchezza. Avverte subito un gran bisogno di sedersi, si sistema sullo sgabello e si abbandona ai pensieri di gloria. Allora la stanchezza aumenta e il pittore ritrattista si addormenta. È capace di passare giorni interi così, sognando gli allori.

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