Gente di Livorno

La canzone dei Licantropi Dé maddé parlava del livornese, questa invece parla dei livornesi. Livornesi illustri nel mondo, livornesi famosi a Livorno, bizzarri livornesi underground o icone leggendarie, ma sempre gente di Livorno. Di Livorno per nascita, per scelta, per obbligo, per fortuna, per passione o per follia. Perché dovete sapé che no’artri, gente di Livorno, non siamo mai stati uguali a nessuno e, in fondo, un si sa mai bene da dove si proviene…

[iframe class=”alignright” src=”http://www.youtube.com/embed/A9mE9XZFzEE?rel=0″ width=”384″ height=”300″]I Licantropi
Guardo Livorno

Testo della canzone

Da una barca al calasole
guardo Livorno in riva al mare
ed emergono alla mente
mille storie tanta gente.

Col salmastro dentro il cuore
sanno bene raccontare
nella gloria e nel dolore
di Livorno in riva al mare.

Pacitto (Fulvio Pacitto, maestro d’ascia, stornellatore e poeta)
Virzì (Paolo Virzì, regista)
Lucarelli (Cristiano Lucarelli, capocannoniere di serie A nella stagione 2004-2005)
Ugo Barboa (Ugo Balboa, cantante e chitarrista briao, bevitore talentuoso)
Solange (Paolo Buccinelli, un tempo era solo un gay eccentrico, oggi fa il sensitivo e bazzica in tivù)
Stoppone (Mario lo stoppone, essendo un gay dichiarato era oggetto di storielle piccanti)
Cardinali (Mario Cardinali, vignettista, direttore del Vernacoliere)
e poi Cianciua (Un tempo girava in bici cercando oggetti nella spazzatura, ora è testimone di Geova)
e Ciampi (Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica)
Migone (Paolo Migone, attore, comico e disegnatore, fa parte del cast di Zelig Circus)
Lenzi (Simone Lenzi, musicista, vocalist dei Virginiana Miller)
Toto (Salvatore “Toto” Barbato, era Mirko nel film Ovosodo di Virzì, organizza spettacoli a Livorno)
ed il Crestacci (Michele Crestacci, attore e comico)
Marmugi (Claudio Marmugi, cabarettista, regista e insegnante teatrale)
Fremura (Alberto Fremura, umorista e pittore)
Fornaciari (Paolo Edoardo “Pardo” Fornaciari, insegnante di lettere, cantante, firma del Vernacoliere)
e pure il Ricci (Michelangelo Rizzi, drammaturgo e regista, ex dir. artistico di Effetto Venezia)
Bellissima (Omino che gira la città con il megafono)
Ir Cioni (Dj famoso negli anni ’80)
Protti (Igor Protti, tra il 1999 e il 2003 fu determinante nel portare il Livorno in serie A)
e Zeb (David Fedi, il più celebre graffitaro di Livorno)
e Ballantini (Dario Ballantini, attore, pittore, imitatore e personaggio televisivo)
e Bobo (Roberto “Bobo” Rondelli, cantautore)
Ruffini (Paolo Ruffini, conduttore televisivo, doppiatore e attore)
poi la Falca (Alessandra Falca, cantautrice e regista teatrale)
e il Borzacchini (Ettore Borzacchini, alias di Giorgio Marchetti, ex firma del Vernacoliere, giornalista)

Nomi sbocciati dall’anima della città.

O Madonna di Montenero
c’ho nel cuore un desiderio
con te voglio ricordare
chi non è più qui a parlare.

Tu che vivi in Paradiso
dimmi hai visto il loro viso
dagli un bacio sulla fronte
glielo manda tanta gente.

A Cutolo (Girava ubriaco per la città e spesso sostava ai palazzi rossi)
Picchi (Armando Picchi, calciatore e allenatore di calcio)
Radiolina (Anziano che girava in centro con una grossa radio anni ’70 sulla spalla)
Modigliani (Amedeo Modigliani, pittore)
Mascagni (Pietro Mascagni, musicista)
Vinicio (Il signor “celhaicentolire?”, illustre accattone col secchiello)
Gino Lena (Commediografo)
Bartelloni (Enrico Bartelloni, patriota)
e Ciampi (Piero Ciampi, cantautore)
Natali (Renato Natali, pittore)
poi Guerrazzi (Francesco Domenico Guerrazzi, politico e scrittore del Risorgimento)
Vitulano (Miguel Vitulano, calciatore)
Tommicche (Il pistolero di Livorno: mimava le pistole e con la bocca faceva “bang bang”)
Fattori (Giovanni Fattori, pittore)
Ir Papini (Otello Papini, attore di teatro, famoso interprete del vernacolo)
e Mariolino (Mario del ri’overo, detto Mariolino per la sua bassa statura)
e Cifero (Briao della Livorno scicche)
Lonzi (Briao della Livorno scicche)
Beppe Orlandi (Attore)
Ilia di Borgo
Giovanna la matta
e mille ancora nel ricordo.

Nomi scolpiti nell’anima della città

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14 risposte a Gente di Livorno

  1. Dario scrive:

    questa è una canzone bella, ma dalla parte del testo…mi ha fatto scendere delle lacrime.

  2. massimiliano scrive:

    Ilia di Borgo & Giovanna la matta, non erano due prostitute!!! Erano due poveracce fuori di testa!

    • amalia scrive:

      Lo sai con sicurezza? Raccontami qualcosa. Mi hanno informato male? Cambierò volentierissimo la dicitura… dai, raccontaci, è giusto conoscere la verità. Ciao!

      • Massimiliano scrive:

        Certo che lo sò con sicurezza. Ilia era in Borgo dei Cappuccini e la facevamo arrabbiare da piccoli, lei per tutta risposta o si sputava su di una mano e poi ti tirava dalla mano lo sputo o alzava la gonna e ti faceva vedere che non aveva le mutande….era pazza ma non prostituta (anche perchè poveretta la conformazione fisica non l’avrebbe certo aiutata nell’esercizio del meretricio). Giovanna girava per tutta Livorno soprattutto nella zona del Mercato Centrale con le sue borse piene di chi sa cosa, parlava sempre da sola, alle volte litigava da sola e si lavava (anche le parti intime) alle fontanelle pubbliche ma anche lei era solo pazza non prostituta!

        • ziga scrive:

          Grazie Massimiliano, mi fa piacere che tu l’abbia conosciuta. Ho cercato informazioni anche presso le Istituzioni, ho chiesto su FB, ma tutti la conoscono ma nessuno sa dire niente.
          Come avrai potuto notare ho tolto la dicitura che ho preso da informazione dei Licantropi, perché chiesi a loro informazioni sui personaggi che nominavano, ma dopo il tuo commento ho tolto ciò che non doveva essere detto.
          Grazie a chi è attento si può fare una buona informazione e tu lo sei. Se vorrò scrivere qualcosa su di lei posso interpellarti, o scrivere ciò che mi hai scritto adesso?
          Nel ringraziarti nuovamente colgo l’occasione per cordialmente salutarti.
          Ciao!
          Ziga

  3. allegri mauro scrive:

    confermo con assoluta certezza quello che dice Massimiliano erano soltanto due povere donne fuori di testa per niente prostitute

    • ziga scrive:

      Grazie Mauro, ti rispondo come ho ho già risposto a Massimiliano.
      Mi fa piacere che tu l’abbia conosciuta.
      Ho cercato informazioni anche presso le Istituzioni, ho chiesto su FB, ma tutti la conoscono ma nessuno mi ha saputo dire niente.
      Come avrai potuto notare ho tolto la dicitura che è risultata non vera dopo il commento di Massimiliano (tra l’altro, non conoscendo le due donne, chiesi informazione direttamente ai Licantropi, visto che sembrava conoscessero diversi personaggi che nominavano).
      Grazie a chi è attento si può fare una buona informazione e tu, come Massimiliano lo sei. Se hai aneddoti o qualcosa di più da dire dei personaggi nominati puoi farlo. Li conosceremo meglio.
      Nel ringraziarti nuovamente colgo l’occasione per cordialmente salutarti.
      Ciao!
      Ziga

    • ziga scrive:

      Grazie Mauro.
      Anche tu, se sai qualcosa di questi personaggi, particolari del loro vissuto, aneddoti o quant’altro ti invito a scriverli.
      Un caro saluto

      Ziga

  4. luca scrive:

    Grazie per la canzone è bellissima! Da cinquantenne ho conosciuto i personaggi del testo; quando giravo al mercato con mia madre incontravo spesso Giovanna, o la trovavo in via del seminario quando si lavava alla fontanella; mia madre diceva che il suo stato “bizzarro” derivava dall’aver perso i figli sotto i bombardamenti della 2^ guerra mondiale ma, sinceramente, non sò quanto possa essere vero; comunque la canzone è veramente commovente (visto che abito a genova mi ha dato dei bei ricordi!). un abbraccio a tutti!

  5. Luca scrive:

    Cifero non era un ubriaco
    Il nome corretto è CIVERO ed era un vecchietto che abitava in Via Roma sopra la pasticceria. Stava tutto il giorno, tutti i giorni e a tutte le ore a guardare dalla finestra.
    Voci dicono che se ne stava lì a farsi le seghe tutto il giorno guardando le ragazze che passavano. Altri dicono che era pedofilo e guardava le ragazzine che uscivano da scuola.
    Io abitavo lì davanti e lo bene dalla finestra di casa, ma l’ho sempre visto solo ed esclusivamente a guardare fuori dalla finestra senza mai far niente.
    Comunque era usanza passare sotto la sua finestra ad ogni ora del giorno e della notte ad urlargli “CIVERO, QUANTE OGGI?” … puntualmente arrivavano da parte sua secchiate di bestemmie che facevano ridere tutti.

    • ziga scrive:

      Luca, come lo definiresti tu che lo hai conosciuto?
      Invece di ubriaco cosa si potrebbe indicare?
      Grazie del tuo commento
      Un caro saluto

      Ziga

  6. ziga scrive:

    Ciao Luca,
    grazie per le tue precisazioni che serviranno a tutti coloro che come me hanno cercato delle informazioni e ne hanno trovate una parte e certe volte anche sbagliate. Chiunque avesse delle informazioni può inserirle. E’ bello conoscere meglio i personaggi che hanno dato “carattere” alla storia dei livornesi.
    Grazie Luca, un caro saluto.

    Ziga

  7. Valentina scrive:

    Di solange un l’avete detta tutta.. 😉

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