Il segreto dei gatti

Han detto che oggi è la festa dei gatti (l’ha detto ziga nel post precedente, Festa dei gatti).
Il mio gatto nero sembrava un piccolo cane. Giocava come un cane, era fedele come un cane. Penso che facesse una vita da cani e sicuramente avrebbe festeggiato anche il giorno dei cani. Perché incasellare gli animali in una razza?
I gatti sfuggono: non hanno nessun segreto, ma stanno in un altro tempo. E questo a noi ci sembra un segreto…

Jorge Luis Borges
A un gatto


Non sono più silenziosi gli specchi
Né più furtiva è l’alba avventurosa;
Sotto la luna, sei quella pantera
Che ci è dato di scorgere da lontano.
Per forza indecifrabile di un decreto
Divino, ti cerchiamo vanamente;
Più remoto del Gange e del ponente,
Tua è la solitudine, tuo il segreto.
La tua schiena condiscende alla lenta
Carezza della mia mano: hai tollerato
Fin da un’eternità ch’è quasi l’oblio ormai
L’amore della mano diffidente.
In altro tempo sei. Sei il padrone
Di un ambito sbarrato come un sogno.
 
A un gato
 
No son más silenciosos los espejos
Ni más furtiva el alba aventurera;
Eres, bajo la luna, esa pantera
Que nos es dado divisar de lejos.
Por obra indescifrable de un decreto
Divino, te buscamos vanamente;
Más remoto que el Ganges y el poniente,
Tuya es la soledad, tuyo el secreto.
Tu lomo condesciende a la morosa
Caricia de mi mano. Has admitido,
Desde esa eternidad que ya es olvido,
El amor de la mano recelosa.
En otro tempo estás. Eres el dueño
De un ámbito cerrado como un sueño.
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