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L'anarchico totale
scritto da carlo il 07-02-09 alle 14:33
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L'anarchico totale
Come è noto, la vita di ciascun individuo appartiene al re. Al re, a Dio, alla chiesa, allo stato o alla "comunità", magari rappresentata dalla persona del presidente del Consiglio dei ministri signor Silvio Berlusconi (che è stato eletto, quindi è lì legittimamente, anche se ogni tanto ci muove a vergogna). Di chiunque sia, la vita non appartiene agli individui.
Lo stato (o Dio, o la chiesa ecc.) può disporre che una vita venga mandata a morire in guerra; in tal caso lo stato si cura che l’individuo non cerchi di disertare dal proprio destino, rinunciando alla morte, e si cura anche che nessuno tenti di darsi la morte in modi non previsti dal regolamento: la morte regolamentare in guerra viene premiata con il conferimento del titolo di eroe, ma qualsiasi forma di autolesionismo viene severamente punita e considerata come vigliaccheria (anche se ci vuole molto coraggio a spararsi per non dovere uccidere altri).

Il corpo dell’individuo appartiene allo stato (o al re, a Dio, alla chiesa ecc.); esso è concesso in licenza d'uso, una licenza provvisoria illimitata simile a quella dei programmi Microsoft, che l’utente può usare in tutti i modi leciti, ma che non è autorizzato a cedere, modificare o rivendere. L'utente del corpo (o suddito, o elettore) deve conservare il proprio corpo con la diligenza del buon padre di famiglia, come s'usa dire; nel caso si rendano necessarie modifiche o ci siano dei guasti da correggere, deve rivolgersi a personale specializzato che goda dell’apposita certificazione statale. Qualsiasi utente che si azzardi a intervenire di propria iniziativa sul proprio corpo commette il reato di pirateria corporale e dev’essere denunciato all’autorità, che ne terrà conto; e chi arriva al punto di distruggere il proprio corpo è sicuramente un pazzo - come chi decidesse di buttare via Microsoft Windows - e sarà soggetto a un trattamento sanitario obbligatorio (TSO).
Infatti, lo spirito dell’individuo appartiene allo stato (o al re, a Dio, alla chiesa ecc.) e lo stato ha il dovere di prevenire e curare gli spiriti con pensieri malsani, per esempio i suicidi.

Gli spiriti suicidi, la peggior specie di pirati corporali, sono colpevoli del reato di anarchia totale. Si tratta di un grave attentato contro il re, lo stato, Dio e la chiesa e, quindi, contro l’ordine pubblico in generale; ma gli organi del potere perdoneranno il reo, riconoscendogli l’incapacità di intendere, momentanea o permanente, e generosamente disporranno contro di lui, per il suo bene, un trattamento sanitario obbligatorio (TSO).

Ci sono tre tipi di spiriti suicidi, anarchici totali.
Il primo tipo è un individuo in buono stato fisico e capace di pensare, che decide di togliersi la vita. Questi è chiaramente un matto, oppure uno che agisce per scopi confusi o non dichiarati, che andranno chiariti nel corso del TSO.
Il secondo tipo è un individuo, con il corpo ammalato ma capace di pensare, che vuole disfarsi del proprio corpo, perché non gli piace più. Questi è il vero anarchico totale, che pretende di disporre liberamente della proprietà di Dio e dello stato. Ma, siccome certamente soffre, verrà perdonato e con il TSO si provvederà a salvarlo dalla follia di nuocere a se stesso, restituendolo alla sua sana sofferenza, o alla sua noia mortale.
Il terzo tipo è un individuo con il corpo sano, ma privo di pensiero. Questi, almeno da quando non pensa più, non è un vero anarchico totale perché, non avendo alcuna volontà, non pretende di disfarsi del corpo. Lo stato provvederà a garantire che il suo corpo venga diligentemente accudito affinché non si verifichi, per incuria o per altri motivi, un gesto anarchico totale di fatto.

Con il progredire della tecnica, gli esperti saranno sempre più in grado di riparare e sostituire le parti del corpo di un individuo che, per incuria o anche solo per le comuni ingiurie del tempo, non risultassero più funzionanti. Un giorno, forse, tutto il corpo di un individuo potrà essere sostituito con una macchina. I paesi che per primi riusciranno a completare questo progetto avranno immensi vantaggi, disponendo di molte macchine da guerra per distruggere gli altri paesi, meno civili.
Resterà il problema del controllo degli spiriti, perché in caso di guasto sembra sia più difficile riparare o riprodurre gli spiriti che i corpi. Può darsi anche il caso che, quando lo stato sarà ormai in grado di garantire l’immortalità dei corpi, alcuni spiriti particolarmente ribelli pretenderanno di spegnersi impunemente. Lo stato potrebbe trovarsi impotente di fronte a un simile fenomeno di anarchia spirituale totale, e si ritroverebbe così con un certo numero di corpi a carico senza nemmeno uno spirito da punire e rieducare. Ma lo stato potrebbe sempre usare questi corpi per la guerra, come corpi da macello, oppure potrebbe usarli come corpi da riproduzione.

Forse, chissà, il signor Silvio Berlusconi pensava a qualcosa del genere, ieri, quando ha detto che Eluana Englaro "potrebbe anche, in ipotesi, generare un figlio". Ma è uno scenario un po' futuro, non ancora attuale, forse...

Eppure, di fronte all’ipotesi di usare i corpi senza spirito per la guerra e la riproduzione, resta un problema. Per quanto la medicina sia avanzata, resta - e presumibilmente resterà sempre - una scienza probabilistica. Tutto quello che i  medici possono dire, per esempio, è che, dopo 17 anni di stato vegetativo permanente, la probabilità che un corpo riacquisti lo spirito è "irrilevante". Ma di più non si può dire. Non è nemmeno possibile escludere con certezza che un morto resusciti dopo qualche giorno. Tanto meno possiamo escludere che i corpi in stato vegetativo permanente, o persino i morti, siano davvero privi di spirito. Può darsi, per esempio, che il loro fosse una specie di spirito burlone che si diverte a nascondersi e guardare il mondo alle spalle. Chi lo sa?
Ebbene, in questo caso ci sarebbe il rischio di condannare alla guerra e alla riproduzione uno spirito nascosto. Il quale, trovandosi usato suo malgrado per scopi sociali, si sentirebbe violentato.

Ma è un’ipotesi improbabile. E poi, se anche fosse, tanto meglio: lo spirito anarchico totale avrebbe la sua giusta punizione - lo stupro - che probabilmente funzionerebbe da deterrente verso altri malintenzionati; oppure, di fronte al rischio di essere stuprato o mandato in guerra, lo spirito deciderebbe di svegliarsi e riconsegnarsi all’autorità dello stato - che potrebbe così rispedirlo alla guerra con tutti gli onori e concedergli finalmente una morte da eroe.
scritto da carlo il 07-02-09 alle 14:33