E DOVE ANDIAMO?
 

pubblico — Ma statevene a casa!

impersonaggi di fabule — Chi ha parlato?

pub. — È da un po’ che vi guardo. Finora ho sopportato le vostre storielle perché sapevo che non andavano da nessuna parte. Ora, se vi siete talmente montati la cresta da pensare di andare chissà dove, ebbene…

imp. — … ebbene?

pub. — Ebbene non serve a niente. E poi, se anche andaste qua o là, non vi vedrebbe nessuno.

imp. — Ma tu ci vedi!

pub. — Perché vi ho guardato apposta. Vi ho mirato proprio per vedere dove diavolo sareste andati a finire.

imp. — Ah! Interessante (lui lo sa!). Dicci dunque, dove ci hai visti andare?

pub. — Da nessuna parte. Nel niente.

imp. — E com’era questo niente? E dove? Perché vedi, caro pubblico, noi avevamo messo un punto interrogativo: “Dove andiamo?”. Non era un’affermazione la nostra: “Dove andiamo”. La verità è che non sappiamo bene dove andiamo. Oppure ce lo stavamo chiedendo, al modo in cui alcuni si incontrano e si domandano: “Dove andiamo questa sera?”. Avevamo paura di essere rimasti fermi, ma tu invece dici che siamo andati… Ma insomma, questo luogo che dici tu, tu che ci guardi, noi non lo vediamo…

pub. — Oh, non incominciamo con le storie. Ovunque voi andiate sono tutte storie, inutili storie.